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PERSECUZIONI/ Wael Farouq: sono islamico e amico dei cristiani. Ma non fa notizia

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Il nostro governo parla molto di libertà di espressione, ma i media, la televisione e le moschee contribuiscono a creare un’atmosfera sempre peggiore. Anche le persone che pontificano dall'Università di Al-Azhar non sono aperte, non accettano l’altro, chi è diverso, e non contribuiscono certo a rasserenare il clima.

Facendo un confronto con il passato, anche recente, la situazione sta peggiorando?

Sì, sta peggiorando perché non si condivide più l’idea di fondo, una volta accettata da tutti, che siamo fratelli di un’unica nazione. Oggi tutto ciò suona come una presa in giro, come un discorso vuoto di un governo composto soltanto da musulmani. La verità è che gente rispettabile, fior di professori cristiani, non possono intervenire sui giornali per esprimere le proprie opinioni. Ma questa non è una questione religiosa, è solamente politica.

Crede che l’Europa possa fare qualcosa o è un problema che l’Egitto deve risolvere da solo?

Non credo che l’Europa possa fare niente di utile. Questi problemi andrebbero affrontati e risolti da noi stessi. Ciò che l’Europa può fare è dare spazio e visibilità a una certa visione moderata, favorirla, appoggiarla. I musulmani moderati, però, non sono ascoltati né in Egitto né in Europa. Si preferisce sempre porre l’accento sugli estremisti alla Bin Laden, o sulle voci dei governi e delle istituzioni come Al-Azhar, e così la gente perde la percezione della realtà.

Al-Azhar è ancora così influente?

Al-Azhar è un’istituzione del Governo, non può parlare liberamente. Nell’ultimo anno le persone non hanno dato molto credito ad Al-Azhar per questo motivo. Parla sempre di rispetto per i cristiani in generale, ma evita accuratamente di parlare dei loro diritti violati. Il suo Rettore è direttamente nominato dal capo del Governo, Mubarak, quindi non si tratta di un'istituzione libera, ma organica al regime.

Si è parlato dei fatti di Rosarno sui media egiziani?

Assolutamente no. Ho seguito attentamente i giornali e le televisioni di questi giorni e le posso assicurare che la notizia non è stata riportata in Egitto.

Prima ha parlato della convivenza silenziosa e positiva di milioni di cattolici e musulmani. Può raccontarci come è possibile in questo contesto così difficile che ci ha descritto
?


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