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PERSECUZIONI/ Wael Farouq: sono islamico e amico dei cristiani. Ma non fa notizia

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Innanzitutto le posso raccontare la mia esperienza di musulmano. Ho grandi amici tra i copti e i cattolici. Certo, posso essere considerato un’eccezione, ma conosco tante persone cristiane e musulmane che hanno amicizie solidissime. In politica un’amicizia notissima è quella tra Munir-Sacri-Annur cristiano e Mahmud Abassa, entrambi sono i leader del partito liberale.
Ci sono molte amicizie famose come questa, ma certo, questa è gente colta, che ha viaggiato e che ha avuto una forte istruzione; però, anche tra il popolo, segni di questa amicizia sono presenti e riscontrabili. Basti pensare alle centinaia di persone di fede musulmana che hanno partecipato alle festività copte, o alle migliaia di musulmani che due settimane fa sono andati a farsi benedire nella Chiesa in cui è apparsa la Vergine Maria. Sono esempi concreti, nella vita d’ogni giorno, che mostrano che i musulmani egiziani non odiano i cristiani. Hanno una grande familiarità con le feste e le tradizioni cristiane. C’è una lunghissima storia di vita in comune alle spalle che ci unisce.

Cosa ha infranto questo rispetto e questa familiarità di cui parla? E soprattutto, da dove ripartire?


Guardi, se penso alla più grande amicizia di mia madre era una cristiana. I cristiani da sempre sono nostri vicini, mangiano quello che mangiamo noi, parlano la nostra lingua ed insieme abbiamo condiviso la stessa storia.
Oggi, invece, ci vengono proposte due visioni in conflitto: estremisti cristiani che parlano dei musulmani come stranieri arrivati in Egitto come conquistatori. Dall’altra parte i jihadisti che parlano dei cristiani come miscredenti. Occorre combattere queste voci. La mia fratellanza con un cristiano d’Egitto è molto più profonda e forte che con un musulmano del Pakistan o dell’Afganistan, persino Saudita. La stragrande maggioranza delle persone la pensa come me, ma sui media questo non fa notizia, si preferisce trasmettere l’esatto opposto.

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