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TERREMOTO HAITI/ Il racconto: la mia giornata tra le macerie, in cerca di un medico

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A Martissant, la situazione è da ecatombe, specie in alcuni quartieri come Grand e Ravine, Descaiettes e TiBwa. Per la cronaca, la nostre casette Ocha hanno resistito. Molti feriti gravi non riescono a raggiungere gli ospedali. Molti bambini hanno bisogno di interventi urgenti di aiuto. L’ufficio Fed è diventato un naturale punto di appoggio, la gente che ha perso la casa si è radunata lì davanti.

E da questi che vorremmo cominciare. Pensavamo di aprire l’ufficio e adibire le sale ai bambini secondo fasce di età. Possiamo prenderne in carico fino a 250 contemporaneamente. Un’inezia, ma meglio di niente. Vorremmo istituire un servizio di accoglienza per bambini, in modo da dare ai genitori la possibilità di andarsi a cercare le proprie cose, o quel che ne resta, in casa. Cominceremmo anche a fare il punto su case distrutte, case da risistemare, orfani e bambini non acco mpagnati. Le priorità, appena possibile, sono le medesime di Citè Soleil.

 

Per Les Cayes, la zona a sud ovest dove sta il nostro Tito Ippolito, per il momento non ha avuto problemi, stiamo ospitando in casa e giardino altre organizzazioni.

 

Ecco la situazione di casa mia:

- carburante e generatore sono funzionanti, ho un autonomia di almeno 8-9 giorni a ritmo pieno, se razioniamo la corrente anche 2 settimane.

- cibo secco scorta per 4 giorni. Cibo fresco finito.

- acqua potabile: 1 giorno di autonomia. Ma possiamo trattare l’acqua della cisterna. In tal caso: massimo 10 giorni.

- Gas cucina per una settimana

- Benzina auto per tre giorni al massimo

- No acqua corrente, ma acqua per lavarsi disponibile.

Urgenza: la comunicazione. Fateci arrivare quei benedetti satellitari.

 

Ciao, Fiammetta



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