BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

TERREMOTO HAITI/ Il racconto: gli occhi di Alessandro che non mi fanno scappare

Haiti_Terremoto_CarrozzinaR375.jpg (Foto)

Una giornata tremendamente intensa, anche se complessivamente oggi la situazione pare essere stata meno caotica, forse perché abbiamo ritrovato alcuni punti di riferimento: la minustah è operativa. Non abbiamo visto episodi di sciacallaggio, ci pare che le persone siano shockate, sgomente, ma attente agli altri. Vedremo nelle prossime ore.

 

Dalla Farnesina ci hanno comunicato la possibilità di evacuare. Ora, non ci penso proprio. Guardavo il mio piccolo Alessandro. Chissà cosa lo aspetta. Ma la nostra grande speranza non crolla, anzi cresce. Affermare la vittoria della vita sulla morte  e ricostruire l’umano è ora il nostro compito qui.

 

Riportiamo di seguito il testo del resoconto inviato ieri da Fiammetta, in cui racconta, schematicamente ma con dovizia di particolari, la sua giornata.

 

 

14 gennaio 2010, Port au Prince, Haiti

 

 

Carissimi,

 

Ecco il riassunto della giornata di ieri, mercoledì 13 gennaio 2010, passata assieme al collega di AVSI Jean Philippe, di stanza a casa mia, perché la sua è crollata.

 

Ci siamo finalmente resi pienamente operativi. Obiettivo della giornata è stato valutare la situazione e vedere come utilizzare le nostre risorse. Siamo partiti di buonissima ora per sfruttare tutte le ore di luce, visto che non c’è corrente. In giornata abbiamo incontrato altre organizzazioni: Cis, Mrt, Unicef, Oim, Msf ospedale e capo missione, Ocha, e Onu base logistica.

 

Abbiamo cominciato da Citè Soleil, la bidonville nella quale lavoriamo con tante attività: educazione, alfabetizzazione, diritti umani, formazione. Qui abbiamo trovato una situazione disastrosa. Gli edifici di maggiori dimensioni sono crollati. Segnalo solo, per citarne qualcuno: la parrocchia, la scuola nazionale, la scuola cattolica Foyer Culturel, storicamente teatro di molte nostre iniziative. Tutto distrutto.

 

 

Il commissariato e il comune invece si sono salvati. Il nostro centro di appoggi o psicosociale è in piedi, ma danneggiato. Non è funzionale in questo momento, ma con pochi lavori potrebbe tornare a esserlo. Il numero di vittime a Citè Soleil è molto elevato, pur non essendo una delle comunità più toccate.

 

CONTINUA A LEGGERE IL RACCONTO DI FIAMMETTA CAPPELLINI DA HAITI CLICCANDO IL PULSANTE >> QUI SOTTO