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TERREMOTO HAITI/ Il racconto: gli occhi di Alessandro che non mi fanno scappare

FIAMMETTA CAPPELLINI, cooperante Avsi ad Haiti, ci descrive ancora la situazione che si vive sull’isola colpita da un devastante terremoto due giorni fa

Haiti_Terremoto_CarrozzinaR375.jpg (Foto)

Fiammetta Cappellini, cooperante Avsi ad Haiti, ci descrive ancora la situazione che si vive sull’isola colpita da un devastante terremoto due giorni fa. Il testo non è molto lungo, anche perché le comunicazioni via internet sono sempre più difficili (è quasi impossibile riuscire a inviare una mail). Fiammetta descrive una situazione ancora drammatica, ma dove arrivano anche piccoli segnali di conforto che aiutano la scelta di rimanere sul campo, nonostante l’offerta di lasciare Haiti per tornare in Italia.

 

L’ultima giornata l’abbiamo trascorsa prima a rintracciare il nostro personale nelle due bidonvilles Cité soleil e martissant; di alcuni non conosciamo ancora la sorte, mentre altri sono felicemente ricomparsi sani e salvi; purtroppo abbiamo avuto la prima certezza di una perdita tra le nostre file: Junior, un giovane mediatore comunitario. Era molto capace, sempre allegro.

 

Poi abbiamo lavorato alle emergenze, anzitutto quella sanitaria e quella igienica. I corpi, infatti, giacciono ovunque. A Cité soleil abbiamo allestito un primo tendone di accoglienza. I senzatetto sono innumerevoli. Iniziamo dai bambini, perduti, soli. Stiamo procurando altri tendoni, materassi, coperte e generi di prima necessità.

 

Cominciamo ad avere riferimenti nelle Nazioni Unite: abbiamo conosciuto la sorte di alcuni amici e colleghi e alcuni destini tragici. Il dolore è forte, pensare a quei volti ci mette grande tristezza. Abbiamo buone notizie dai Camilliani; Padre Gianfranco Lovera e i fratelli sono in piedi, il loro ospedale è pieno di gente.

 

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