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Esteri

SCENARIO/ Se Kiev si avvicina a Mosca, l’Europa conterà sempre meno

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L’esito finale non è irrilevante. Soprattutto per almeno due capitali: Bruxelles e Mosca. L’Unione europea ha bisogno disperatamente di un’Ucraina in grado di gestire le ricorrenti querelles sul prezzo del gas russo in transito verso i terminal occidentali; allo stesso modo, l’Ue sa che un’alleanza servile tra Kiev e Mosca rappresenterebbe, di fatto, la capitolazione negoziale definitiva per la capacità europea di scucire prezzi vantaggiosi per le forniture di gas.

La realtà è che entrambi i candidati alla poltrona presidenziali non sono nei fatti distanti dal Cremlino.

La Timoshenko ha collaudato, in qualità di primo ministro uscente, un rapporto di collaborazione con Medvedev; mentre, tradizionalmente, Yanukovic è più vicino alle posizioni di Putin.

 

L’incrocio non è irrilevante nella misura in cui, a dispetto delle immagini idilliache di scorribande invernali sulla neve, i due pretendenti al potere in Russia non sono in sintonia perfetta e, presto o tardi, le rispettive posizioni verranno fuori con maggiore virulenza, quando si tratterà di cercare una conferma al potere.

 

In tale scenario, l’unico spettatore alla finestra rimane proprio l’Ue, incapace di incidere sullo scacchiere della sicurezza energetica a causa delle sue divisioni. Un tema, quello degli approvvigionamenti, verso il quale i governi procedono in ordine sparso, laddove servirebbe una voce unica per incidere diplomaticamente e politicamente.

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