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SCENARIO/ Se Kiev si avvicina a Mosca, l’Europa conterà sempre meno

Pubblicazione:martedì 19 gennaio 2010

viktor_yulia_R375.jpg (Foto)

La buona notizia è che il primo turno delle elezioni presidenziali in Ucraina si è svolto, secondo la formula di rito internazionale, in maniera “corretta e libera”. Lo hanno dichiarato anche i tecnici del Consiglio d’Europa, osservatori imparziali di questa tornata elettorale.

 

Un grande passo in avanti rispetto al caos politico che si scatenò dopo le ultime elezioni, quelle del 2004, finite con accuse incrociate di brogli ed annullamento del turno di ballottaggio. Da allora, Kiev è rimasta sospesa in un limbo politico-diplomatico, incompatibile con la propria posizione geopolitica, che ne fa un Paese di transito per le ingenti risorse in gas dirette dalla Russia verso l’Europa.

 

Sei anni fa le posizioni in campo erano evidenti. La futura primo ministro, Yulia Timoshenko, considerata più vicina alle simpatie di Mosca e propensa a flirtare con quella rivoluzione arancione di cui pochi si ricordano oggi ma che in quelle settimane rappresentò un motivo di mobilitazione culturale, prima che politica, che coinvolse diversi Paesi limitrofi e l’intera comunità internazionale. Dall’altro lato, il Presidente uscente Yushenko, escluso oggi già al primo turno, lui sì campione all’epoca della Orange revolution.

Quell’anelito è saltato completamente e a sfidare la bionda Yulia ci sarà il filo russo Viktor Yanukovic, dato in testa in tutti i sondaggi già alla vigilia del voto e che si è assicurato il turno di ballottaggio con oltre il 35 per cento delle preferenze. Si tornerà a votare il 7 febbraio.


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