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Esteri

DIARIO HAITI/ Fiammetta: si fa la guardia alle macerie per dimostrare di esserci

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Nell’altra area dove abbiamo un presidio c'è una comunità poverissima abbarbicata abusivamente sulla collina quasi totalmente crollata. Lì non esiste un vero e proprio campo, non c’è lo spazio e la gente continua a stare davanti alle proprie case. In quella zona siamo riusciti a distribuire generi di prima necessità a 2.875 persone.
È gente che non aveva niente e ha perso tutto. Aspettano che vengano prese delle decisioni sul destino delle loro ex case. Non possono permettersi di abbandonare le loro macerie, rischiando che nessuno si ricordi di loro. Spero davvero che non sia l’ennesima illusione per questa gente.

Intanto l’esodo continua. Moltissimi affollano i pullman che le autorità hanno organizzato verso le periferie. Tornano alle loro famiglie di origine. A Les Cayes, nel sud, si registrano 9.000 nuovi arrivi, e la cifra continua a crescere.
La vita di tutti i giorni pretenderebbe la normalità, ma per certi aspetti si è complicata. Le banche avrebbero dovuto riaprire giovedì scorso, ma hanno rimandato a domani. Spostarsi nella città richiede ore di viaggio. Le file alle poche pompe di benzina aperte sono interminabili.

Sabato c’è stato il funerale del Vescovo, mons. Miot, che conoscevamo bene, fin dai primi tempi di presenza di AVSI in Haiti. C'era davvero tanta gente. Un sisma che ha mietuto tante vite di tutti i livelli sociali, di tutte le estrazioni, di tutte le età.
Ugualmente trasversale è il moto di popolo che ci sta raggiungendo con calore e concretezza: ragazzi univeristari di l’Aquila e studenti svizzeri, comunità povere messicane, carcerati di Padova, suore di clausura, amici argentini, venezuelani, americani, tedeschi, e tanti brasiliani, che hanno iniziato a conoscere questa nostra Haiti con un legame particolare.

Hanno scelto di sostenere un piccolo gruppo, di 80-100 persone che combattono per (e con) poche migliaia di fratelli. In questa macchina globale, siamo un puntino, ma vicino alle persone tangibilmente dal primo giorno. Non a tutti, ma a quelli che ci sono dati., con cura e attenzione perchè la miseria e la distruzione non abbiano la meglio su di loro.

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COMMENTI
27/01/2010 - Non è colpa di Dio. (claudia mazzola)

Oggi sono andata alla Messa solenne per S.Angela Merici, un pienone! Fiammetta con Avsi ad Haiti io qui a Brescia, due modi così diversi per dimostrare di esserci perchè Lui Gesù c'è.