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LETTERA DAGLI USA/ Il mio entusiasmo perso per Obama

Pubblicazione:mercoledì 6 gennaio 2010

obama_bandiereR375_8dic08.jpg (Foto)

Caro direttore,

 

Una premessa. Quando Obama si candidò - e cominciò a infiammare l’America con le sue parole - tra i miei amici fui tra i pochi a guardarlo con simpatia. In una America che è sempre stata poco ideologica, Obama emergeva come una boccata d’aria fresca dopo la pesantezza e la latitanza del secondo mandato di Bush.

 

Nel tempo ho cambiato idea. Per brevissimi spunti provo a dirvi perché. Se c’era una cosa che temevo era proprio che una “Presidenza Obama” potesse portare il paese verso un approccio demagogico ai problemi, una sorta di social-democrazia in una paese che della social-democrazia non sa cosa farsene. Checché ne dica il resto del mondo che al nostro Presidente ha già regalato un Premio Nobel “preventivo”.

 

Tanto per cominciare considerate il pesantissimo intervento statale nei confronti delle istituzioni finanziarie. Cose mai viste dai giorni della grande depressione. Se è pur vero che lo scopo era evidentemente quello di salvare un sistema, la gente - la gente comune, compresi quelli che Obama l’avevano votato - è rabbrividita all’idea che venissero dati soldi a chi i soldi li ha sempre avuti. L’attuale stato di benessere delle suddette istituzioni, associato al fatto che le restrizioni sulle concessioni di credito alle piccole e medie aziende non sono cambiate, fa storcere la bocca a tanti.

 

Pensate anche all’operazione General Motor ovvero il Presidente degli Stati Uniti che per assicurare sostegno finanziario a un colosso privato ne richiede la sostituzione del capo supremo. Commento della gente comune (e degli “esperti” della CNN): “Ma dove siamo, in Russia?”.

 

Un secondo spunto, quello che qua si chiama “unemployment”, ovvero, l’assegno di disoccupazione. La normativa prevedeva che coloro che perdevano lavoro ricevessero un assegno settimanale di entità proporzionale a quello che era il loro salario. Tale beneficio - più che legittimo - aveva la durata di un semestre. L’Amministrazione Obama ha esteso la durata dell’“unemployment” portandolo a un anno e mezzo.

 

Ma chi è che paga? Il datore di lavoro. Ora, se si tratta delle suddette istituzioni finanziarie o della General Motor ok - i soldi sono arrivati dalla Stato. Ma se si tratta di ....me? Se si tratta dell’infinito universo di piccole e medie aziende di cui è costituito il business americano?

 

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