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Esteri

LETTERE DALLA TERRA SANTA/ L'appello di Samar: "Pietà per Saiwa e le sue figlie"

Samar_R375.jpg(Foto)



«Le ho trovate che piangevano sui gradini - ricorda - la loro mamma aveva ucciso il padre e nessuno sapeva dov'era finita. E nessuno dei parenti si è mai fatto vivo per le bimbe». A furia di chiedere e cercare, Samar ha trovato Saiwa (questo è il nome della donna) sepolta in fondo a una prigione: relegata con altre uxoricide in condizioni di fronte alle quali anche la forza d'animo di Samar ha vacillato. Ma si è messa a piangere anche una guardia carceraria: era la prima volta che vedeva dei bimbi portati in visita alla loro madre. Una donna - ha avuto conferma Samar in quel colloquio - la cui vita era precipitata dopo anni di abusi. Una donna abbandonata perfino dai genitori: nessuno, salvo Samar, è mai stato a trovarla in cella.

«In quel momento ho deciso che Saiwa doveva entrare nella mia famiglia», ci ha raccontato Samar. Da allora, fra le mille cose cui Samar tien dietro ogni giorno, c'è anche "Mercy for Saiwa", pietà per Saiwa. Ha testimoniato più volte, è andata già due volte ad appellarsi personalmente dal presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen: l'hanno accompagnata anche gli amici italiani del comune laziale di Valmontone, tra i più continui sostenitori di Lazarus Home.

Ma alla vigilia di una nuova udienza del processo - fissata per domenica 10 gennaio - la situazione resta difficilissima, per non dire disperata. Saiwa ha un difensore d'ufficio, ma le sue opinioni sul caso hanno più a che vedere con la shaarja che con il diritto: «Non ci può essere pietà per una donna così, che è indegna anche dei suoi figli», ha detto a Samar. E lo stesso direttore del carcere, che pure ha aperto le porte alle visite, ha avvertito: «Le speranze sono poche, meglio tenere le figlie lontane». Se anche il giudice risparmierà Saiwa, su di lei penderà sempre la terribile sete di vendetta dell'intera "tribù" del marito ucciso. Neppure domenica sarà al sicuro: quando andrà a testimoniare in aula sarà da sola e le aggressioni ai processi non sono affatto rare.

Ma la speranza di Samar è intatta, incrollabile: «Quando vado a trovarla in carcere, Saiwa mi sorride sempre. Noi là siamo "la famiglia di Saiwa". Lei sa che al mondo c'è qualcuno che la ama per la persona che è, che ama la miseria che finora ha circondato la sua vita. Lei spera perché noi siamo lì con lei, vogliamo che torni libera e si ricongiunga alle sue figlie e viva in famiglia con noi».

(Antonio Quaglio)



COMMENTI
13/01/2010 - Come é andata a finire?? (Parotelli Laura)

Scusate qualcuno sa dirci come é andata la sentenza il 10 gennaio? Noi dal Cile ci siamo ricordati di Saiwa e vorremmo sapere come procede la situazione. Grazie per averci fatto conoscere la sua storia.

RISPOSTA:

Gentile Sig.ra Parotelli, abbiamo riportato lunedì 11 gennaio la lettera di Samar che racconta come sia andata la giornata di Saiwa in aula. Ecco il link da copiare e incollare nella barra di navigazione del proprio browser per leggerla http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=60566 Cercheremo di tenervi aggiornati su quanto accadrà a Saiwa in futuro. Cordiali saluti. La Redazione

 
08/01/2010 - APPELLO PER SAIWA (LEONARDO TAGLIANETTI)

Prego gli amici del SUSSIDIARIO di farsi promotori di una iniziativa concreta di sostegno agli sforzi di Samar per salvare Saiwa. Intanto preghiamo Dio perchè tocchi il cuore dei giudici di Saiwa e avvenga il miracolo del suo ricongiungimento alle figlie nella casa di Samar.

 
07/01/2010 - Appello via mail (Miranda Azzolini)

Non è possibile preparare un breve appello da inviare via mail alle autorità palestinesi e che, in primis, i lettori de "il sussidiario.net" dovrebbero firmare e inviare? Ognuno dovrebbe impegnarsi a trovare altre 10 ( o più) persone che facciano altrettanto; so che non può avere un effetto dirompente ma dimostrerebbe a Saiwa, alle sue figlie e anche a qualche "capatosta" dell'ANP che nel mondo c'è ancora qualcuno a cui sta a cuore il prossimo. Io sono pronta!

 
07/01/2010 - Speriamo... (claudia mazzola)

A me - che sono qui nel mio mondo tranquillo - pare impossibile accada davvero una cosa del genere, in quella Terra Santa. Mi verrebbe d'andare là, aprire le porte della prigione e portarmi via Saiwa. Ma sono solo belle parole che prego qualcuno faccia diventare realtà.

 
07/01/2010 - commento a "Pietà per Saiwa e le sue figlie" (Gianluigi Lonardi)

Di fronte a una simile testimonianza mi viene dal cuore un solo ironico commento. Evviva l'Islam e la Sharia, Evviva chi invece di combattere questo orrore ne facilita l'impianto anche nel resto del mondo magari con la scusa del Dio unico. Si, proprio così. Evviva tutti voi e poveri tutti noi.

 
07/01/2010 - L'abbraccio di Cristo (Cristiana Gavio)

Grazie ad Antonio Quaglio per aver raccontato a tutti questo incontro ! Ero presente tra quei 150 a Betania e davvero ho pensato anch'io che quello fosse il momento in qualche modo riassuntivo e più incidente del nostro pellegrinaggio. In Terrasanta abbiamo visitato i luoghi in cui Gesù ha condotto la sua vita di uomo,le pietre che testimonianiano questo avvenimento, ma soprattutto abbiamo incontrato le pietre vive che ancora oggi fondano la Chiesa e portano nel mondo l'abbraccio di Cristo a ciascun uomo.Veramente Dio si è fatto carne per strapparci al nulla in cui tanto facilmente precipitiamo ! La testimonianza che i nostri fratelli cristiani di Terrasanta ci offrono fa intravedere davvero un altro mondo in questo mondo. Cristiana Gavio