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LETTERE DALLA TERRA SANTA/ L'appello di Samar: "Pietà per Saiwa e le sue figlie"

Pubblicazione:giovedì 7 gennaio 2010

Samar_R375.jpg (Foto)



Pietà per Saiwa


La storia che vorrei raccontare iniziò quando cinque bambine furono lasciate sulla porta dell’orfanotrofio, esattamente cinque anni fa. Diana era la più piccola e aveva due anni, Tabet ne aveva tre, poi Naziha, Lulu  e Imtiaz, la maggiore, che aveva sei anni. Non potete immaginare i pianti e le lacrime sui gradini dell’orfanotrofio di queste bambine che avevano perso entrambi i genitori. La loro madre aveva ucciso il loro padre e nessuno sapeva dove era finita.

Le prime parole di Imtiaz furono: «Questo posto è un rifugio? È questo l’orfanotrofio?». Le altre bambine le abbracciavano piangendo, perché anche loro si erano trovate in condizioni simili.

La prima cosa che feci dopo aver accolto le bambine fu un giro di telefonate per cercare di  sapere dove era la loro madre e alla fine la trovai in una prigione. Decisi quindi di andare a visitarla.

La situazione nella prigione era difficile da immaginare, ma tutti i poliziotti erano commossi perché era la prima volta che qualcuno portava dei bambini a visitare la propria madre in quella prigione.

Da quel momento e ascoltando la storia di quella donna, della sua vita piena di maltrattamenti e abusi, ho deciso che doveva diventare un membro della mia famiglia della Casa di Lazzaro. Ho detto di lei a tutti i miei amici e con gli amici italiani di Valmontone (che aiutano la nostra casa) siamo andati due volte nell’ufficio del Presidente dell’Autorità Palestinese, Abu Mazen, per chiedere pietà per lei.

 

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COMMENTI
13/01/2010 - Come é andata a finire?? (Parotelli Laura)

Scusate qualcuno sa dirci come é andata la sentenza il 10 gennaio? Noi dal Cile ci siamo ricordati di Saiwa e vorremmo sapere come procede la situazione. Grazie per averci fatto conoscere la sua storia.

RISPOSTA:

Gentile Sig.ra Parotelli, abbiamo riportato lunedì 11 gennaio la lettera di Samar che racconta come sia andata la giornata di Saiwa in aula. Ecco il link da copiare e incollare nella barra di navigazione del proprio browser per leggerla http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=60566 Cercheremo di tenervi aggiornati su quanto accadrà a Saiwa in futuro. Cordiali saluti. La Redazione

 
08/01/2010 - APPELLO PER SAIWA (LEONARDO TAGLIANETTI)

Prego gli amici del SUSSIDIARIO di farsi promotori di una iniziativa concreta di sostegno agli sforzi di Samar per salvare Saiwa. Intanto preghiamo Dio perchè tocchi il cuore dei giudici di Saiwa e avvenga il miracolo del suo ricongiungimento alle figlie nella casa di Samar.

 
07/01/2010 - Appello via mail (Miranda Azzolini)

Non è possibile preparare un breve appello da inviare via mail alle autorità palestinesi e che, in primis, i lettori de "il sussidiario.net" dovrebbero firmare e inviare? Ognuno dovrebbe impegnarsi a trovare altre 10 ( o più) persone che facciano altrettanto; so che non può avere un effetto dirompente ma dimostrerebbe a Saiwa, alle sue figlie e anche a qualche "capatosta" dell'ANP che nel mondo c'è ancora qualcuno a cui sta a cuore il prossimo. Io sono pronta!

 
07/01/2010 - Speriamo... (claudia mazzola)

A me - che sono qui nel mio mondo tranquillo - pare impossibile accada davvero una cosa del genere, in quella Terra Santa. Mi verrebbe d'andare là, aprire le porte della prigione e portarmi via Saiwa. Ma sono solo belle parole che prego qualcuno faccia diventare realtà.

 
07/01/2010 - commento a "Pietà per Saiwa e le sue figlie" (Gianluigi Lonardi)

Di fronte a una simile testimonianza mi viene dal cuore un solo ironico commento. Evviva l'Islam e la Sharia, Evviva chi invece di combattere questo orrore ne facilita l'impianto anche nel resto del mondo magari con la scusa del Dio unico. Si, proprio così. Evviva tutti voi e poveri tutti noi.

 
07/01/2010 - L'abbraccio di Cristo (Cristiana Gavio)

Grazie ad Antonio Quaglio per aver raccontato a tutti questo incontro ! Ero presente tra quei 150 a Betania e davvero ho pensato anch'io che quello fosse il momento in qualche modo riassuntivo e più incidente del nostro pellegrinaggio. In Terrasanta abbiamo visitato i luoghi in cui Gesù ha condotto la sua vita di uomo,le pietre che testimonianiano questo avvenimento, ma soprattutto abbiamo incontrato le pietre vive che ancora oggi fondano la Chiesa e portano nel mondo l'abbraccio di Cristo a ciascun uomo.Veramente Dio si è fatto carne per strapparci al nulla in cui tanto facilmente precipitiamo ! La testimonianza che i nostri fratelli cristiani di Terrasanta ci offrono fa intravedere davvero un altro mondo in questo mondo. Cristiana Gavio