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LETTERE DALLA TERRA SANTA/ L'appello di Samar: "Pietà per Saiwa e le sue figlie"

Pubblicazione:giovedì 7 gennaio 2010

Samar_R375.jpg (Foto)



La donna non è mai stata visitata da nessuno in prigione, neppure dai suoi genitori: gli unici visitatori siamo noi della Casa di Lazzaro.

Una volta ho chiamato l’avvocato nominato per la sua difesa e gli ho chiesto se vi sarebbe stata pietà per Saiwa: la risposta è stata che non vi sarebbe stata nessuna pietà per una donna simile. Gli dissi: «Pietà almeno per le figlie» e la risposta fu «Neppure le sue figlie devono conoscerla».

Il direttore della prigione è stato sempre molto accogliente durante le nostre visite alla prigione, ma anche lui ha parlato allo stesso modo: «Meglio non creare speranze in una situazione dove non c’è nessuna speranza». Mi ha detto anche che mi consigliava di non continuare a portare le bambine con me durante le visite alla madre, ma di tenerle lontano. Su Saiwa incombe la vendetta della famiglia e di tutta la tribù del marito, così tutti sono convinti che lei morirà comunque. 

Il prossimo 10 gennaio andremo ancora in tribunale per assistere all’udienza di Saiwa. È normale che ci siano molte aggressioni e in tribunale ci saranno tutti i parenti del marito, mentre lei sarà sola. Quando vede me e Padre Roberto - un prete che viene con me e altri amici alla prigione - lei sorride. Noi veniamo normalmente presentati come la famiglia di Saiwa. Questo le dà la speranza che c’è qualcuno che le vuol bene per quello che lei è; lei ha capito completamente la sua miseria e difende i propri diritti nella speranza di tornare libera e di riunirsi alle proprie figlie, che stanno vivendo e aspettando perché lei torni da loro.

(da una lettera di Samar Sahhar)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
13/01/2010 - Come é andata a finire?? (Parotelli Laura)

Scusate qualcuno sa dirci come é andata la sentenza il 10 gennaio? Noi dal Cile ci siamo ricordati di Saiwa e vorremmo sapere come procede la situazione. Grazie per averci fatto conoscere la sua storia.

RISPOSTA:

Gentile Sig.ra Parotelli, abbiamo riportato lunedì 11 gennaio la lettera di Samar che racconta come sia andata la giornata di Saiwa in aula. Ecco il link da copiare e incollare nella barra di navigazione del proprio browser per leggerla http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=60566 Cercheremo di tenervi aggiornati su quanto accadrà a Saiwa in futuro. Cordiali saluti. La Redazione

 
08/01/2010 - APPELLO PER SAIWA (LEONARDO TAGLIANETTI)

Prego gli amici del SUSSIDIARIO di farsi promotori di una iniziativa concreta di sostegno agli sforzi di Samar per salvare Saiwa. Intanto preghiamo Dio perchè tocchi il cuore dei giudici di Saiwa e avvenga il miracolo del suo ricongiungimento alle figlie nella casa di Samar.

 
07/01/2010 - Appello via mail (Miranda Azzolini)

Non è possibile preparare un breve appello da inviare via mail alle autorità palestinesi e che, in primis, i lettori de "il sussidiario.net" dovrebbero firmare e inviare? Ognuno dovrebbe impegnarsi a trovare altre 10 ( o più) persone che facciano altrettanto; so che non può avere un effetto dirompente ma dimostrerebbe a Saiwa, alle sue figlie e anche a qualche "capatosta" dell'ANP che nel mondo c'è ancora qualcuno a cui sta a cuore il prossimo. Io sono pronta!

 
07/01/2010 - Speriamo... (claudia mazzola)

A me - che sono qui nel mio mondo tranquillo - pare impossibile accada davvero una cosa del genere, in quella Terra Santa. Mi verrebbe d'andare là, aprire le porte della prigione e portarmi via Saiwa. Ma sono solo belle parole che prego qualcuno faccia diventare realtà.

 
07/01/2010 - commento a "Pietà per Saiwa e le sue figlie" (Gianluigi Lonardi)

Di fronte a una simile testimonianza mi viene dal cuore un solo ironico commento. Evviva l'Islam e la Sharia, Evviva chi invece di combattere questo orrore ne facilita l'impianto anche nel resto del mondo magari con la scusa del Dio unico. Si, proprio così. Evviva tutti voi e poveri tutti noi.

 
07/01/2010 - L'abbraccio di Cristo (Cristiana Gavio)

Grazie ad Antonio Quaglio per aver raccontato a tutti questo incontro ! Ero presente tra quei 150 a Betania e davvero ho pensato anch'io che quello fosse il momento in qualche modo riassuntivo e più incidente del nostro pellegrinaggio. In Terrasanta abbiamo visitato i luoghi in cui Gesù ha condotto la sua vita di uomo,le pietre che testimonianiano questo avvenimento, ma soprattutto abbiamo incontrato le pietre vive che ancora oggi fondano la Chiesa e portano nel mondo l'abbraccio di Cristo a ciascun uomo.Veramente Dio si è fatto carne per strapparci al nulla in cui tanto facilmente precipitiamo ! La testimonianza che i nostri fratelli cristiani di Terrasanta ci offrono fa intravedere davvero un altro mondo in questo mondo. Cristiana Gavio