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LETTERE DALLA TERRA SANTA/ L'appello di Samar: "Pietà per Saiwa e le sue figlie"

ANTONIO QUAGLIO racconta la storia di Saiwa e delle sue cinque figlie. La donna, dopo una vita di abusi e maltrattamenti, attende un processo per l'omicidio del marito. Alla vigilia di una nuova udienza del processo, fissata per il 10 gennaio le speranze sembrano vacillare. Segue la lettera di Samar Sahhar che si prende cura delle figlie nella Casa di Lazzaro

Samar_R375.jpg (Foto)

Caro Direttore,

il giorno dopo Capodanno eravamo in 150 nel patio della Lazarus Home a Betania. L'incontro con Samar Sahhar e con tutte le sue figlie (senza virgolette, con lei non sono più orfane) è stato per tutti il momento più forte del nostro pellegrinaggio in Terra Santa. Quasi alla fine del nostro cammino tra Galilea e Giudea, ci è stato chiaro che è meritato venire qui solo e soprattutto per questo: che Gesù era lì in quel momento, esattamente come nella Grotta della Natività di Betlemme o in cima al Monte Tabor.

Poter entrare in casa di Samar - ci ha ricordato Charlie di Avvenimenti - è un dono di per sé: non si è mai sicuri di poterlo fare fino a poco prima. In questa dura "no man's land" stretta tra il muro israeliano e la cupa sagoma di una moschea in costruzione, le minacce alla presenza di Samar sono quotidiane. Ci può essere sempre qualcuno che tira sassi agli amici di Samar, che a Betania vuol costruire un ospedale che non c'è, ma è cristiana e non porta il velo. O ci può essere un padre che assedia l'unico orfanotrofio femminile della Palestina, perché non tollera che una bimba (non un bimbo) picchiata e abbandonata, per strada possa essere soccorsa da qualcuno: anche se questo qualcuno è una palestinese che dal 1971 si batte - prima con le opere, poi anche con le parole, sempre con la fede cristiana - perché tra la sua gente ci sia più famiglia, più salute, più educazione, più futuro, più civiltà dell'uomo.

Anche con noi Samar non ha certo perso tempo in convenevoli. Ci ha raccontato una storia viva e sanguinante. Ci ha detto di parlarne in giro, perché e' questione di giorni e c'è di mezzo la vita di una donna e il destino delle sue cinque figlie. Noi abbiamo cantato Mattone su mattone con Diana, che aveva due anni quando, nel 2004, fu lasciata assieme alle sue sorelle Tabet, Naziha, Lulu e Imtiaz davanti alla casa di Samar.



COMMENTI
13/01/2010 - Come é andata a finire?? (Parotelli Laura)

Scusate qualcuno sa dirci come é andata la sentenza il 10 gennaio? Noi dal Cile ci siamo ricordati di Saiwa e vorremmo sapere come procede la situazione. Grazie per averci fatto conoscere la sua storia.

RISPOSTA:

Gentile Sig.ra Parotelli, abbiamo riportato lunedì 11 gennaio la lettera di Samar che racconta come sia andata la giornata di Saiwa in aula. Ecco il link da copiare e incollare nella barra di navigazione del proprio browser per leggerla http://www.ilsussidiario.net/articolo.aspx?articolo=60566 Cercheremo di tenervi aggiornati su quanto accadrà a Saiwa in futuro. Cordiali saluti. La Redazione

 
08/01/2010 - APPELLO PER SAIWA (LEONARDO TAGLIANETTI)

Prego gli amici del SUSSIDIARIO di farsi promotori di una iniziativa concreta di sostegno agli sforzi di Samar per salvare Saiwa. Intanto preghiamo Dio perchè tocchi il cuore dei giudici di Saiwa e avvenga il miracolo del suo ricongiungimento alle figlie nella casa di Samar.

 
07/01/2010 - Appello via mail (Miranda Azzolini)

Non è possibile preparare un breve appello da inviare via mail alle autorità palestinesi e che, in primis, i lettori de "il sussidiario.net" dovrebbero firmare e inviare? Ognuno dovrebbe impegnarsi a trovare altre 10 ( o più) persone che facciano altrettanto; so che non può avere un effetto dirompente ma dimostrerebbe a Saiwa, alle sue figlie e anche a qualche "capatosta" dell'ANP che nel mondo c'è ancora qualcuno a cui sta a cuore il prossimo. Io sono pronta!

 
07/01/2010 - Speriamo... (claudia mazzola)

A me - che sono qui nel mio mondo tranquillo - pare impossibile accada davvero una cosa del genere, in quella Terra Santa. Mi verrebbe d'andare là, aprire le porte della prigione e portarmi via Saiwa. Ma sono solo belle parole che prego qualcuno faccia diventare realtà.

 
07/01/2010 - commento a "Pietà per Saiwa e le sue figlie" (Gianluigi Lonardi)

Di fronte a una simile testimonianza mi viene dal cuore un solo ironico commento. Evviva l'Islam e la Sharia, Evviva chi invece di combattere questo orrore ne facilita l'impianto anche nel resto del mondo magari con la scusa del Dio unico. Si, proprio così. Evviva tutti voi e poveri tutti noi.

 
07/01/2010 - L'abbraccio di Cristo (Cristiana Gavio)

Grazie ad Antonio Quaglio per aver raccontato a tutti questo incontro ! Ero presente tra quei 150 a Betania e davvero ho pensato anch'io che quello fosse il momento in qualche modo riassuntivo e più incidente del nostro pellegrinaggio. In Terrasanta abbiamo visitato i luoghi in cui Gesù ha condotto la sua vita di uomo,le pietre che testimonianiano questo avvenimento, ma soprattutto abbiamo incontrato le pietre vive che ancora oggi fondano la Chiesa e portano nel mondo l'abbraccio di Cristo a ciascun uomo.Veramente Dio si è fatto carne per strapparci al nulla in cui tanto facilmente precipitiamo ! La testimonianza che i nostri fratelli cristiani di Terrasanta ci offrono fa intravedere davvero un altro mondo in questo mondo. Cristiana Gavio