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USA/ L’incubo di un altro 11 settembre

La continuata copertura mediatica dello sventato attacco terroristico del giorno di Natale, come spiega Lorenzo Albacete, ha risvegliato gli americani alle serie conseguenze di ciò che è accaduto

11settembre_ground0R375.jpg (Foto)

Come c’era da aspettarsi (vedi l’editoriale della settimana scorsa), la continuata ed estesa copertura mediatica dello sventato attacco terroristico del giorno di Natale ha risvegliato gli americani alle serie conseguenze di ciò che è accaduto. Soprattutto, si comincia a chiedere risposte alla domanda: come può succedere una cosa simile otto anni dopo il 9 settembre 2001, con milioni e milioni di dollari spesi nel rafforzamento della sicurezza nei viaggi aerei, per non parlare degli inconvenienti che i passeggeri devono accettare per cercare di evitare ciò che, così facilmente, stava per accadere il giorno di Natale?  

La discussione continua, ma quasi nulla si è detto su come affrontare uno dei più importanti aspetti della minaccia terroristica, vale a dire la dimensione religiosa della lotta.

In un recente articolo su The New York Times si è toccato questo aspetto discutendo il ruolo dei cosiddetti “Internet Imam” come reclutatori per Al Qaeda. Esaminando il comportamento di cinque di questi imam, alcuni senza specifica preparazione teologica, si nota che tutti hanno offerto una interpretazione teologica dell’alienazione dei giovani (e non giovani) potenziali terroristi. “Parlando un inglese fluido, spesso colloquiale - rileva l’articolo - questi imam di internet , dal Medio Oriente alla Gran Bretagna, annunciano con modalità da ‘teleevangelici’ un persuasivo messaggio su fede e obiettivi, e la via da seguire, sia a giovani non ancora coinvolti, sia ai fedeli più devoti pronti al successivo passo, la jihad”.

È importante segnalare che questi carismatici leader religiosi non sono il punto di partenza del reclutamento di potenziali terroristi per Al Qaeda, ma forniscono una base teologica a chi ha già cominciato a radicalizzarsi in conseguenza della propria esperienza di alienazione. La domanda focale è quindi: qual è la causa dell’inizio di questa radicalizzazione e  quale la causa dell’alienazione che porta a questo?

 

 

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