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SOCIAL NETWORK/ Ragazzo si suicida per un video con un bacio rubato. L’annuncio del tragico gesto su Facebook

uomini_mano_mano_R375.jpg (Foto)

 

L’ULTIMO POST SU FACEBOOK - Gli inquirenti hanno poi scoperto che quell’annuncio era stato preceduto dalla trasmissione in streaming di quello che doveva rimanere un momento privato. Gli inquirenti hanno verificato che Tyler era molto schivo. Dopo la sua morte gli agenti hanno raccolto i suoi compagni di corso e quando hanno chiesto chi lo conoscesse bene, si sono alzate le mani di sole tre persone sulle 50 presenti in sala. Nonostante il web lo abbia spinto alla disperazione e alla vergogna, Tyler Clementi ha voluto lasciare il suo ultimo messaggio sulla sua pagina di Facebook. Nel suo ultimo post delle 20.42 del 22 settembre, Tyler ha annunciato la sua decisione nello stile laconico del social network: «Salto dal ponte George Washington, scusatemi». Poi il ritrovamento del suo portafoglio ha confermato che alle parole ha fatto seguire i fatti.

 

Ora i due ragazzi rischiano cinque anni di prigione. Per una beffa della sorte, pochi giorni prima che si consumasse la tragedia, l’università di Tyler aveva avviato «Progetto Civiltà», un programma per sensibilizzare i ragazzi sull’importanza del rispetto reciproco nei rapporti quotidiani. Il New York Times ha dedicato alla vicenda un articolo in prima pagina, intitolato «Momenti privati resi pubblici, poi un salto fatale». «E’ disgustoso che chiunque nella nostra società, come lo studente responsabile di avere realizzato il video di nascosto, possa considerare il fatto di distruggere la vita degli altri alla stregua di uno sport», denuncia il quotidiano Usa.

 


COMMENTI
01/10/2010 - Non guardiamo il dito del Web (Sergio Palazzi)

Tyler, di cui crediamo di sapere qualcosa dalle poche righe di agenzia, era come uno dei nostri studenti, dei nostri figli. Non era peggiore o migliore, ma come tutti noi era radicalmente e profondamente diverso: diverso da tutti perchè irripetibile essere umano. Fratello in Cristo, diciamo a volte. Temo che la reazione di chi legge della sua rinuncia alla vita sia quella di guardare il dito e non la luna. Nel titolo e nei commenti di notizie simili l'accento cade sulle modalità dell'oltraggio, i social network, facebook. Invece lo scandalo, l'oltraggio all'umanità è che ancora si muoia per avere subito l'umiliazione, il disprezzo per la propria personalità: non importa su quale muro scrivono il tuo nome, né perché. E' passata una vita da quando dei ragazzi cantavano "Come potete giudicar?", e anche "How many deaths will it take 'til we know that too many people have died?". E anche la pregiera per Tyler e per chi si trova su quel ponte, "Ascolta la sua voce che ormai canta nel vento: Dio di misericordia vedrai, sarai contento". Siamo invecchiati credendo che fosse possibile un mondo di compassione e solidarietà. Ma mentre i falsi sentimenti di ogni genere e specie, le sconce vanterie a pagamento che chiamano amori sono su tutte le copertine e le sentiamo in tutti i telegiornali, i veri drammi continuano in silenzio e fanno notizia solo per via di facebook. Quanti Tyler ci sono tra noi e nemmeno sappiamo di ferirli, qualunque sia il motivo che li spinge sul ponte?