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SOCIAL NETWORK/ Ragazzo si suicida per un video con un bacio rubato. L’annuncio del tragico gesto su Facebook

Pubblicazione:venerdì 1 ottobre 2010

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«VERSO LA TRACCIABILITA’ DEI PENSIERI» - Mentre per lo psichiatra Alessandro Meluzzi «con i social network tutto ciò che è privato diventa clamorosamente pubblico. Qualsiasi persona può diventare un’emittente planetaria e questo può avere due volti: il primo è quello di rendere la vita difficile a dittature come l’Iran; il secondo è che chiunque, anche delle persone prive di una qualsiasi etica professionale o umana, può distruggere la vita degli altri. Negli anni passati giornali e tv hanno spesso e volentieri “sbattuto il mostro in prima pagina”. Oggi invece lo può fare chiunque». E il risultato è che «la privacy è sempre più proclamata e meno praticata. Dobbiamo abituarci a un mondo in cui anche i nostri pensieri saranno tracciabili».

 

IL RUOLO DELLE CONVENZIONI SOCIALI - Come aggiunge Meluzzi, «andiamo verso una società in cui tutto sarà sotto gli occhi di tutti, verso la trasparenza totale. E questo provocherà molte sofferenze e dolore». E precisa lo psichiatra: «Certo la società di oggi è più libera di quella di un tempo, anche se ognuno ha un rapporto diverso con le convenzioni sociali. Questo però non autorizza nessuno a infliggere delle sofferenze agli altri, neanche a questo ragazzo che evidentemente aveva un rapporto più difficile con la sua omosessualità di quanto non credesse».

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
01/10/2010 - Non guardiamo il dito del Web (Sergio Palazzi)

Tyler, di cui crediamo di sapere qualcosa dalle poche righe di agenzia, era come uno dei nostri studenti, dei nostri figli. Non era peggiore o migliore, ma come tutti noi era radicalmente e profondamente diverso: diverso da tutti perchè irripetibile essere umano. Fratello in Cristo, diciamo a volte. Temo che la reazione di chi legge della sua rinuncia alla vita sia quella di guardare il dito e non la luna. Nel titolo e nei commenti di notizie simili l'accento cade sulle modalità dell'oltraggio, i social network, facebook. Invece lo scandalo, l'oltraggio all'umanità è che ancora si muoia per avere subito l'umiliazione, il disprezzo per la propria personalità: non importa su quale muro scrivono il tuo nome, né perché. E' passata una vita da quando dei ragazzi cantavano "Come potete giudicar?", e anche "How many deaths will it take 'til we know that too many people have died?". E anche la pregiera per Tyler e per chi si trova su quel ponte, "Ascolta la sua voce che ormai canta nel vento: Dio di misericordia vedrai, sarai contento". Siamo invecchiati credendo che fosse possibile un mondo di compassione e solidarietà. Ma mentre i falsi sentimenti di ogni genere e specie, le sconce vanterie a pagamento che chiamano amori sono su tutte le copertine e le sentiamo in tutti i telegiornali, i veri drammi continuano in silenzio e fanno notizia solo per via di facebook. Quanti Tyler ci sono tra noi e nemmeno sappiamo di ferirli, qualunque sia il motivo che li spinge sul ponte?