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CILE/ Capuozzo (Tg5): quei minatori eroi ci raccontano il senso della vita

Cile_Minatore_UscitoR400.jpg (Foto)

«Credo che questa sia una delle storie più belle che mi sia capitato di raccontare. Ci sono dentro tante cose: la tecnologia a servizio dell’uomo, la volontà degli uomini, l’orgoglio nazionale, le grandi idee, la passione, la fede. E un lieto fine. Di questo c’era un intimo, grande bisogno. Qui in Italia dobbiamo raccontare un dramma come quello di Sarah Scazzi, dei raptus di violenza a Roma o Milano, della guerriglia serba al Marassi. C’è sete di buone notizie. Non parlo delle notizie frivole, le cosiddette soft news, ma di un dramma che si volge in buona notizia. È quello che si aspetta dalla vita».

 

Cosa rappresenta per il Cile questa vicenda che ha tenuto il mondo col fiato sospeso?

 

«Vuol dire moltissimo. Non solo trova 33 eroi nazionali, ma uomini simbolo che hanno le qualità meno apprezzate: lo spirito di sacrificio, l’abnegazione, la sobrietà. Un pugno di eroi del sottosuolo, di “proletari”che incarnano quei valori e smentiscono i soliti modi di guardare all’America latina come un posto di confusione e di colore. È una storia che fa piazza pulita di tanti pregiudizi. Ci pensavo mentre guardavo, là su una remota collina nel deserto di un continente che si sa essere così antimperialista, sventolare una bandiera a stelle e strisce. La perforatrice viene dalla Pennsylvania».

 

 

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COMMENTI
14/10/2010 - Che uomini! (claudia mazzola)

Per me dobbiamo imparare tanto da questi qui ora, ho seguito questa vicenda col cuore in mano e mi sono guardata dentro, ho abbassato lo sguardo e ringrazio Gesù di questo insegnamento.