BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CILE/ ...E quindi uscimmo a riveder le stelle

Una giornata speciale per il mondo intero: i minatori cileni escono dalla viscere della terra, dove erano intrappolati da più di due mesi. Per una volta la Tv fa qualcosa di buono, commenta ANNA DI GENNARO

minatoricileni_R400.jpg (Foto)

Proprio così Dante, in compagnia di Virgilio, termina la sua prima cantica, l'Inferno.  E' ciò che penso mentre stiro gli indumenti della famiglia e ascolto Radio Uno che mi tiene compagnia. Oggi però è un giorno speciale per l'umanità intera: sento le voci esultanti per l'uscita del quinto minatore cileno, finalmente ricongiunto ai suoi familiari, da più di due mesi in attesa di riabbracciarlo.

Colgo gli aspetti maggiormente significativi descritti dagli esperti invitati a esprimere il loro punto di vista su ciò che sta accadendo, è accaduto, accadrà a quelle singole persone. Non occorre vedere la scena in diretta video, me la immagino. Finalmente un evento mediatico edificante che tratteggia gli aspetti migliori della solidarietà globale, frutto di un impegnativo lavoro di equipe tra i quali l'apporto determinante di un ingegnere italiano ancora lì presente.

E' l'epilogo di una vicenda tenuta in vita anche dai mezzi di comunicazione di massa: oggi possono esultare anche loro. Qualche ascoltatore scrive e rammenta la tragedia di Vermicino. Allora attendevo il mio secondogenito e vidi in notturna la dignità composta del presidente della Repubblica Sandro Pertini, accorso e rimasto lì tutta la notte nella speranza di poter assistere alla liberazione del bambino precipitato nella botola. Ma non accadde e assistemmo in diretta al consumarsi della tragedia.

Continua