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LA STORIA/ Così Avsi-Fao in Birmania aiutano i contadini a produrre riso

Pubblicazione:venerdì 15 ottobre 2010

Birmania_Avsi_risoR400.jpg (Foto)

Un progetto che, attraverso un cofinanziamento, vede l’Italia impegnata in prima linea per la Birmania. “I fondi derivano da una importante donazione di quasi 5 milioni di dollari che il governo italiano ha fatto alla FAO a seguito del ciclone Nargis del 2008. Successivamente, con la donazione italiana, la FAO ha promosso un programma di sicurezza alimentare (Environmentally Sustainable Food Security Programme) che prevede anche questa iniziativa con AVSI.”

Siamo in una zona nuova di intervento per AVSI in Birmania, arrivata nel Paese per la prima volta in soccorso della popolazione vittima del ciclone Nargis, che nel 2008 portò via milioni di persone. Siamo esattamente nel cuore della Birmania, nella Dry Zone, caratterizzata da scarse precipitazione piovose.

“Questa scarsa disponibilità di acqua è la ragione delle difficoltà produttive degli agricoltori. – spiega Valla – Il nostro lavoro si estende su quattro cittadine confinanti, Thazi, Yamethin, Pyawbwe e Meiktila, che amministrativamente si trovano nella regione di Mandalay Division. A Pyawbwe abbiamo aperto un ufficio per coordinare il tutto; mentre sul terreno ci sono 5 agronomi più un agronomo coordinatore e personale amministrativo. Inoltre, stiamo mettendo insieme una fitta rete di collaboratori specializzati per supportarci anche temporaneamente su interventi specifici, di consulenza tecnica e di formazione.”

Il 16 ottobre, nella capitale birmana Nay Pyi Taw, per la giornata mondiale dell’alimentazione, AVSI in partnership con la FAO lancia lo slogan “Insieme per un mondo senza fame” direttamente nella sede del ministero dell’Agricoltura e Irrigazione.



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