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MARIO SEPULVEDA/ La vera storia dei "Los 33", i minatori cileni sepolti vivi

Pubblicazione:martedì 19 ottobre 2010

mariosepulveda_R400.jpg (Foto)

Mentre i media corteggiano i minatori tratti in salvo in Cile, cominciano ad emergere dettagli su cosa sia successo davvero a settecento metri di profondità. 'Los 33' hanno stretto un patto del silenzio, giurando di non rivelare mai cosa sia accaduto nei primi angosciosi giorni di prigionia, quando ancora non sapevano che sarebbero stati salvati, ma ora davanti alla pressione dei media qualcuno ha parlato.

ALL’INFERNO E RITORNO – “Sono stato con Dio e con il diavolo. Hanno litigato per avermi. Dio ha vinto, io ho preso la sua mano, la migliore. Non ha mai vacillato la mia certezza che Dio mi avrebbe tirato fuori”: Sono le parole di Mario Sepulveda, secondo minatore estratto dalla miniera di San José. Parole belle che testimoniano la profonda fede che ha accompagnato molti dei minatori sepolti vivi per circa 70 giorni, ma che testimoniano anche la paura, il terrore, la sfida con la morte che ha accompagnato l’avventura dei “Los 33”.

Per settimane la televisione ci ha raccontato la favola bella di un gruppo di eroi che sono riusciti a sopravvivere a condizioni in cui ben pochi avrebbero potuto fare altrettanto. Non era in realtà una favola, è stata una storia terribile di lotta per la sopravvivenza dove la fede e il coraggio hanno fatto la differenza. Una storia di uomini che si facevano forza tra di loro, con atti di solidarietà e di condivisione che hanno commosso il mondo. Ma in realtà, cosa sia successo là nelle viscere della terra lo sanno solo ora. E qualcuno comincia a raccontarlo.


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