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IL FATTO/ Dal Cile la verità sull’uomo che qualcuno si è perso

La storia dei minatori cileni è molto più rilevante per le nostre vite di quanto ci piace pensare. JOHN WATERS spiega perché

Cile_Minatore_PregaR400.jpg (Foto)

Immaginatevi a 700 metri sottoterra con altre 32 persone, vulnerabili e imprevedibili come voi, con acqua e cibo limitati e nessuna idea di se e come ne verrete fuori. Chiudete i vostri occhi e pensateci, consideratela come un’esperienza che, un giorno, potrebbe capitare anche a voi. Come vi sentite? Quali pensieri vi vengono in mente? Quanto di ciò che pensate di voi stessi sopravviverebbe a una situazione simile? Mi verrebbe da dire: ben poco.

 

È spontaneo pensare a quella dei minatori cileni come a un’esperienza al limite della possibilità, come a qualcosa di decisamente insolito. Tuttavia, ciò non è assolutamente insolito in Cina, per esempio, dove l’anno scorso sono morti 2600 minatori. Né si tratta di un’esperienza estrema, se consideriamo l’intera storia dell’umanità, rispetto alla quale non quelli riportati alla superficie sono l’eccezione, ma noi siamo l’eccezione, noi spettatori nelle nostre case riscaldate o con l’aria condizionata, piene di pulsanti per rispondere alle nostre esigenze, al sicuro da questa avventura.

Anche se sensibili al “messaggio di speranza” che i media assicurano emerga dal profondo del dramma, rimaniamo ai margini del suo vero significato. Nelle nostre mani abbiamo un telecomando con cui in un attimo, quando ne abbiamo avuto abbastanza dei minatori cileni, possiamo “toglierci” dal Cile e proiettarci in qualsiasi altro evento ci aggradi. Guardiamo allo spettacolo di questi uomini tirati fuori dal pozzo infernale e pensiamo che nulla di simile ci potrà mai succedere.

Invece, la storia dei minatori cileni è molto più rilevante per le nostre vite di quanto ci piace pensare. Questi uomini rischiano la loro vita per soddisfare i bisogni tecnologici della nostra civiltà, ma questo episodio ha portato alla ribalta un aspetto della realtà umana che questa nostra civiltà spesso tende a mascherare. Il loro coraggio e forza d’animo di fronte a un così grave pericolo sono stati eccezionali, ma la loro vulnerabilità indica una condizione in cui anche noi ci troviamo, pur protetti per la maggior del tempo da tecnologia e strutture sociali.

Continua


COMMENTI
25/10/2010 - grazie (cinzia billa)

Ho pensato subito a come si dovevano sentire, che percezione delle cose dovevano avere appena tratti fuori, rinati all'età che hanno in questo momento. L'aria, i figli, la terra finalmente 'sotto' i piedi, il cielo... tutto l'essere riguadagnato, percepito nella sua vera natura: una presenza che si impone! Pensando a questo, ai miei studenti del carcere, uomini fatti di cinquant'anni o più, ho chiesto di imparare a cantare 'vent fin' (vento fino) DA UOMINI. La storia degli uomini e donne ... CHISSENEFREGA!

 
22/10/2010 - finalmente uno che racconta una verità rimossa (armando ermini)

Finalmente qualcuno che ci ricorda una verità rimossa. Quando c'è da faticare duro, da rischiare la pelle, là c'è un uomo, come sempre. Come i pompieri di NY per la tragedia delle Torri gemelle, come gli operai di Cermobil, come gli oltre mille morti sul lavoro che al 96% sono uomini, anche se nessuno, nessuno sottolinea mai questo immenso e silenzioso sacrificio maschile. Sacrificio per chi? Per se stessi o per moglie e figli? E questo sarebbe il genere oppressore, secondo l'opinione politicamente corretta, bolsa, falsa e ipocrita come i suoi assertori. No comodità, no potere....no quote rosa. Verità incontrovertibile! Tutte in coda per un posto in parlamento o nei boards delle corporations, nessuna per andare sulle impalcature o in miniera. Il lavoro sporco tocca ai maschi, e sta bene così. Non si sono mai lamentati e continueranno a non farlo. Ma è inaccettabile, cara lettrice Carola, sentir parlare ogni giorno degli uomini in termini dispregiativi e rivendicare sempre i sacrifici femminili, come se gli uomini fossero fannulloni dediti all'alcool e ad opprimere le donne. Delle quali nessuno uomo ha mai disconosciuto i meriti che lei ha evidenziato. Si faccia altrettanto coi maschi, allora, se non si vuole che la guerra dei sessi porti alla sconfitta di tutti.

 
20/10/2010 - a riguardo di parità ed uguaglianza donne (Carola B.)

Ricordo al per altro bravo Waters il fatto evidente a tutti che questi uomini hanno delle mogli, delle madri e delle figlie. Sebbene non direttamente sotto 700 mt di terra, non penso che abbiano scansato il dramma che i loro uomini vivevano standosene in caldi uffici. Credo anzi che abbiano compartecipato, sostenendoli alle loro fatiche, come per altro hanno dimostrato. "Le donne si trovano a loro agio negli uffici (dove gli impianti di riscaldamento e condizionamento sono stati installati da uomini), ma non sembrano molto interessate a lavori come costruire autostrade, spegnare incendi nelle foreste o scavare rame o carbone dalle viscere della Terra." Però partorirli, allevarli, preparargli da mangiare, curare la loro casa, partorire i loro figli, pregare davanti a un pozzo dove sono quasi sepolti, sperare contro ogni speranza che tornino a casa, questo l'hanno fatto, con buona pace di John Waters. E' davvero tutto questo MENO, rispetto a scavare direttamente rame o carbone nelle viscere della terra?

 
20/10/2010 - Fede (alessandra de pra)

Fin dalla prima notizia del loro ritrovamento, ho vissuto questa vicenda con la consapevolezza che era un'opera "impossibile presso gli uomini ma possibile presso Dio" e che la preghiera poteva il miracolo. Nessuno ci ha fatto notare, e io ho scoperto per caso, che questi minatori indossavano una t-shirt sopra la felpa con scritto "Gracias Senor Thank you Lord" (compreso quello inginocchiato in questa foto). Credo che abbiamo ricevuto un grande ammaestramento sotto il profilo della fede e che questi 33 uomini siano stati un segno clamoroso per le nostre supponenti coscienze di credenti "adulti". Forse, non solo le donne devono riflettere con più umiltà sul proprio ruolo, ma anche gli uomini devono riappropriarsi della loro prerogativa educativa e trovare il coraggio di essere testimoni e maestri. Ne abbiamo tutti bisogno

 
20/10/2010 - uscirono a riveder le stelle (LUISA TAVECCHIA)

Grande festa in Cile, e gioia in tutto il mondo, per il salvataggio di tutti e trentatré i minatori intrappolati a oltre 600 metri di profondità nella miniera di S. Josè. Non ci sono parole per esprimere un'impresa che ha dell'incredibile, come incredibile è stata la resistenza fisica e psichica dimostrata dai mineros nelle viscere della terra. avessero fatto questo i nostri media rai in testa per festeggiare e non proporci sempre omicidi nel senso più morboso che non elevano lo spirito e non danno speranza. Gran bella riflessione, che riporta alle cose VERE della VITA. grazie luisa