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IL FATTO/ Dal Cile la verità sull’uomo che qualcuno si è perso

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Alla fine, sono stati salvati dall’ingegnosità umana e la tecnologia creata dall’uomo, ma per due mesi questi 33 uomini sono stati riportati alla loro nuda condizione umana e il loro equilibrio mentale e la loro speranza di salvezza sono stati preservati dalla fede che animava la maggior parte di loro. Come se fossero tornati nel grembo materno, sono rinati come esseri dipendenti, mortali, ma scelti. Hanno così portato tutti noi in un viaggio dentro la vera natura dell’avventura umana, con la riscoperta di quel senso della propria fragilità che la nostra civiltà di rado ci permette di sperimentare direttamente.

 

Non sorprende, quindi, che il racconto del loro salvataggio sia stato costellato da frequenti riferimenti agli aspetti religiosi della loro difficile esperienza. Molti di loro hanno pregato, cantato inni e hanno avuto in dono Bibbie e rosari benedetti dal Papa. Ho visto più di uno di loro cadere in ginocchio appena tornato in superficie. Diversi agnostici hanno riscoperto la fede laggiù sottoterra.

 

La nostra cinica cultura, secolarizzata e soddisfatta di se stessa, vede in questo una manifestazione di paura, una scommessa su più tavoli nel timore del peggio. Ma non è così: è la riscoperta della relazione più vera dell’uomo con la realtà. Oggi la risposta religiosa viene vista come un superato affidarsi a concezioni ingenue, ma in verità rappresenta la sola risposta ragionevole che un uomo può dare di fronte alla sua fragile umanità, non sostenuta da stampelle e marchingegni fatti dall’uomo. Non sono mai stato 700 metri sotto terra, ma ho l’impressione che si incontrino pochi atei laggiù, soprattutto dopo che il soffitto ha cominciato a crollare.

 

C’è poi un altro aspetto che mi sembra sia stato poco evidenziato: i minatori erano tutti uomini. Naturalmente, perché lo si sapeva già dalle cronache dei media, ma ciò che intendo quando dico che erano tutti uomini è che tra di loro non vi era nessuna donna e che nessuno lo ha sottolineato.

 

In altri termini, a 700 metri di profondità sembra sparire un altro fenomeno: le quote per genere. Questa storia ci ha ricordato che, malgrado tutti i discorsi sulla parità tra uomo e donna, ci sono ancora dei mestieri che le donne sono ben contente di lasciare agli uomini. E ci ha pure ricordato che, al di là del continuo bombardamento dei media progressisti, tocca ancora agli uomini di occuparsi di miniere e lavori pesanti, di tutto quello di pericoloso e sporco che i cittadini dell’Occidente sono ben lieti di evitare.

 

Continua



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COMMENTI
25/10/2010 - grazie (cinzia billa)

Ho pensato subito a come si dovevano sentire, che percezione delle cose dovevano avere appena tratti fuori, rinati all'età che hanno in questo momento. L'aria, i figli, la terra finalmente 'sotto' i piedi, il cielo... tutto l'essere riguadagnato, percepito nella sua vera natura: una presenza che si impone! Pensando a questo, ai miei studenti del carcere, uomini fatti di cinquant'anni o più, ho chiesto di imparare a cantare 'vent fin' (vento fino) DA UOMINI. La storia degli uomini e donne ... CHISSENEFREGA!

 
22/10/2010 - finalmente uno che racconta una verità rimossa (armando ermini)

Finalmente qualcuno che ci ricorda una verità rimossa. Quando c'è da faticare duro, da rischiare la pelle, là c'è un uomo, come sempre. Come i pompieri di NY per la tragedia delle Torri gemelle, come gli operai di Cermobil, come gli oltre mille morti sul lavoro che al 96% sono uomini, anche se nessuno, nessuno sottolinea mai questo immenso e silenzioso sacrificio maschile. Sacrificio per chi? Per se stessi o per moglie e figli? E questo sarebbe il genere oppressore, secondo l'opinione politicamente corretta, bolsa, falsa e ipocrita come i suoi assertori. No comodità, no potere....no quote rosa. Verità incontrovertibile! Tutte in coda per un posto in parlamento o nei boards delle corporations, nessuna per andare sulle impalcature o in miniera. Il lavoro sporco tocca ai maschi, e sta bene così. Non si sono mai lamentati e continueranno a non farlo. Ma è inaccettabile, cara lettrice Carola, sentir parlare ogni giorno degli uomini in termini dispregiativi e rivendicare sempre i sacrifici femminili, come se gli uomini fossero fannulloni dediti all'alcool e ad opprimere le donne. Delle quali nessuno uomo ha mai disconosciuto i meriti che lei ha evidenziato. Si faccia altrettanto coi maschi, allora, se non si vuole che la guerra dei sessi porti alla sconfitta di tutti.

 
20/10/2010 - a riguardo di parità ed uguaglianza donne (Carola B.)

Ricordo al per altro bravo Waters il fatto evidente a tutti che questi uomini hanno delle mogli, delle madri e delle figlie. Sebbene non direttamente sotto 700 mt di terra, non penso che abbiano scansato il dramma che i loro uomini vivevano standosene in caldi uffici. Credo anzi che abbiano compartecipato, sostenendoli alle loro fatiche, come per altro hanno dimostrato. "Le donne si trovano a loro agio negli uffici (dove gli impianti di riscaldamento e condizionamento sono stati installati da uomini), ma non sembrano molto interessate a lavori come costruire autostrade, spegnare incendi nelle foreste o scavare rame o carbone dalle viscere della Terra." Però partorirli, allevarli, preparargli da mangiare, curare la loro casa, partorire i loro figli, pregare davanti a un pozzo dove sono quasi sepolti, sperare contro ogni speranza che tornino a casa, questo l'hanno fatto, con buona pace di John Waters. E' davvero tutto questo MENO, rispetto a scavare direttamente rame o carbone nelle viscere della terra?

 
20/10/2010 - Fede (alessandra de pra)

Fin dalla prima notizia del loro ritrovamento, ho vissuto questa vicenda con la consapevolezza che era un'opera "impossibile presso gli uomini ma possibile presso Dio" e che la preghiera poteva il miracolo. Nessuno ci ha fatto notare, e io ho scoperto per caso, che questi minatori indossavano una t-shirt sopra la felpa con scritto "Gracias Senor Thank you Lord" (compreso quello inginocchiato in questa foto). Credo che abbiamo ricevuto un grande ammaestramento sotto il profilo della fede e che questi 33 uomini siano stati un segno clamoroso per le nostre supponenti coscienze di credenti "adulti". Forse, non solo le donne devono riflettere con più umiltà sul proprio ruolo, ma anche gli uomini devono riappropriarsi della loro prerogativa educativa e trovare il coraggio di essere testimoni e maestri. Ne abbiamo tutti bisogno

 
20/10/2010 - uscirono a riveder le stelle (LUISA TAVECCHIA)

Grande festa in Cile, e gioia in tutto il mondo, per il salvataggio di tutti e trentatré i minatori intrappolati a oltre 600 metri di profondità nella miniera di S. Josè. Non ci sono parole per esprimere un'impresa che ha dell'incredibile, come incredibile è stata la resistenza fisica e psichica dimostrata dai mineros nelle viscere della terra. avessero fatto questo i nostri media rai in testa per festeggiare e non proporci sempre omicidi nel senso più morboso che non elevano lo spirito e non danno speranza. Gran bella riflessione, che riporta alle cose VERE della VITA. grazie luisa