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DIARIO HAITI/ Dopo il terremoto, il colera. Fiammetta: "qui è come una città assediata"

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Le ragioni della rapidità sono la mancanza di igiene, l’acqua contaminata, l’essere una malattia sconosciuta agli haitiani, quindi nessuna resistenza da precedente immunizzazione.

Per qualche minuto nessuno dei due parla. Poi il pensiero peggiore se ne esce allo scoperto: se arriva in città, sarà una strage. Mi chiede cosa ne penso dei campi. Racconto del primo giro di sensibilizzazione fatto oggi: la gente non ne sa assolutamente nulla. I nostri agenti di terreno sono passati casa per casa nelle baraccopoli e tenda per tenda nei campi. Il messaggio standard dell’Organizzazione Mondiale della Sanità è breve e chiaro: bere solo acqua trattata, lavarsi le mani, usare le latrine, andare in ospedale ai primi segni di diarrea. Stamattina una vecchia signora ci ha guardato col bambino al collo e ha commentato: che bello, adesso quando abbiamo la diarrea ci curate? Avrei voluto sprofondare.

Se arriva in città sarà una catastrofe, questo è certo. Non c’è acqua potabile, non a sufficienza, le latrine sono troppo poche, far da mangiare in modo igienico in un campo rifugiati è un’utopia ridicola. E sono in 800mila, nei campi. I nostri ragazzi avanzano coraggiosamente di tenda in tenda, tra rivoli di acqua putrida e fango di dubbia origine, sotto il sole dei Caraibi che non perdona neppure a ottobre; avanzano coraggiosamente col loro povero messaggio: lavatevi le mani, usate le latrine...

Ora di mezzogiorno è chiaro a tutti che se arriva, sarà una cosa terribile. Penso ai nostri bambini delle scuole in tenda, del centro di appoggio, a quelli faticosamente strappati alla malnutrizione. Li abbiamo protetti e incoraggiati per mesi, ricostruito un sorriso alla volta, ed ora? “Lavatevi le mani” di fronte ad un virus che uccide in meno di 24 ore, lavatevi le mani. Improvvisamente mi sento cadere addosso la stanchezza di questi lunghi 9 mesi. Lo dico a Stefano. Un po’ ci passa l’appetito. È stato un pranzo veloce, 20 minuti compreso pagare il conto, ed è già un lusso. Non ci saranno altri pranzi seduti, né momenti di relax per parecchio tempo.