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DIARIO HAITI/ Dopo il terremoto, il colera. Fiammetta: "qui è come una città assediata"

Pubblicazione:lunedì 25 ottobre 2010

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Chiudo l’ufficio alle otto passate. La giornata è stata lunga e faticosa e so bene che è solo l’inizio.
Mi sento come in una città assediata che attende l’arrivo del nemico. Eppure la gente ignara continua a fare la vita di ogni giorno nel frenetico via vai delle prime ore di buio. Guardo questa moltitudine brulicante e mi chiedo se ce la faremo. Ma non sono troppo fiduciosa.

Arrivo a casa, preparo la borraccia d’acqua per domani, lo zaino, le scarpe, la carta dei siti sanitari, la lista dei numeri di urgenza. Non prendo i guanti in lattice e la mascherina, per scaramanzia. Speriamo non tocchi subito a noi… Domani è il giorno della verità, si saprà se il cordone sanitario ha funzionato o se il contagio è arrivato in città. Vado a letto oppressa, ma serena. È il nostro lavoro, la gente ci aspetta, faremo ciò che possiamo.



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