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Esteri

SVEZIA/ Un cecchino misterioso dà la caccia agli immigrati: era già successo, vent’anni fa

Un'immagine serale della città svedese di MalmoeUn'immagine serale della città svedese di Malmoe



Per molti, il caso del misterioso cecchino è da collegarsi con la recente crescita anche politica dei movimenti d matrice razzista. Alle ultime elezioni politiche, il Partito dei democratici di Svezia guidato da Jimmie Akesson ha conquistato il 5,7% dei voti e 20 seggi in parlamento.

Si tratta di un partito di estrema destra dai connotati apertamente xenofobi. Il ministro per l’integrazione ha ammesso che la situazione è “acuta” ma che è “troppo presto per trarne conclusioni di tipo politico”. Il motivo reali dietro questa vittoria è la profonda depressione economica che sta vivendo la Svezia. A Malmoe comunque il governo cittadino è ancora in mano al centrosinistra.

Tutto ciò ricorda inevitabilmente un precedente tragico e analogo episodio. Dall’agosto del 1991 al febbraio 1992 un certo John Wolfgang Alexander Ausonius sparò a undici persone nella zona di Stoccolma e Uppsala. Erano quasi tutti immigrati: ne uccise uno e ferì gli altri. Inizialmente si serviva di un fucile equipaggiato con raggio infrarossi (da cui il soprannome) per poi passare a una semplice pistola.

Venne finalmente arrestato nel giugno del 1992 e condannato all’ergastolo. Ausonius era lui stesso figlio di immigrati, un tedesco e una svizzera. Nato Wolfgang Zaugg, per apparire svedese purosangue cambiò il suo nome in Ausonius. Quando nel 1979 prese la cittadinanza svedese, festeggiò tingendosi di biondo i capelli che erano neri.

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