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SINODO/ Il Patriarca Naguib: ecco come riusciamo a convivere con l’islam

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Un solo episodio clamoroso viene presentato come ordinario. Nella nostra convivenza possono esserci piccoli conflitti tra conoscenti, amici, colleghi. In genere, tuttavia, sono di natura personale. Se questi capitano tra un cristiano e un islamico, immediatamente vengono dipinti come scontri interreligiosi. L’acuirsi di tale percezione, all’interno della nostra comunità, a volte fa sì che il conflitto si estenda. E, in effetti, è capitato che in tali episodi ci fossero dei feriti o dei morti. Da una parte, e dall’altra. Dipende dalla reazione dei vari gruppi di appartenenza e, spesso, dall’intervento delle autorità.


Qual è, quindi, la reale situazione dei cristiani in Egitto?


I cristiani di tutte le confessioni rappresentano un minoranza di 10 milioni di persone su 82. I cattolici sono 250mila. Tutti insieme viviamo mescolati ai musulmani: non ci sono quartieri, villaggi o città unicamente cristiani o musulmani. E’ da 14 secoli che viviamo così. Nella vita concreta, poi, ci sono possibilità per tutti. Nel commercio, ad esempio, non sono imposte restrizioni, così come l’insegnamento è aperto a chiunque.


Per quanto riguarda invece la garanzia di professarsi liberamente cristiani?