BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

IRAQ/ Perché è così diversa la condanna a morte di Tareq Aziz?

tareqazizR400.jpg (Foto)

Veniamo però adesso alle gravi responsabilità di Tareq Aziz come figura di primo piano del regime di Saddam Hussein. Le gravi responsabilità politiche oggettive ci sono. Diverso però è il caso delle sue personali responsabilità soggettive. Faccio l’esempio, tanto per spiegarsi con poche parole, di personalità del regime fascista come Galeazzo Ciano, Giovanni Gentile o Giuseppe Bottai. Le loro responsabilità politiche oggettive non furono diverse da quelle di ogni altro gerarca del regime, ma non si può dire di certo lo stesso per quanto concerne le loro responsabilità soggettive personali.

 

Ebbi occasione di vedere e seguire da vicino Tareq Aziz in due occasioni: a Ginevra nel 1990 durante la sua ultima trattativa con il Segretario di Stato americano Baker poche settimane prima dello scoppio della prima guerra del Golfo, e a Roma nel febbraio 2003 alla vigilia della seconda guerra. In entrambe le circostanze l’impressione che ne ebbi mi confermò nelle valutazioni cui ero giunto analizzando la sua attività: era un uomo che, chiuso in una morsa ben più grande di lui, faceva tutto quanto di buono gli era possibile fare.

 

Gli auguro perciò di fare la pacifica fine di Bottai, non quella  tragica e cruenta di Ciano e di Gentile; non solo ma anche perché non dimentico che è un cristiano nato e cresciuto in una parte del mondo dove essere cristiani davvero non è facile.

© Riproduzione Riservata.