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TSUNAMI/ Il missionario: i superstiti contano i morti e sono rimasti senza viveri

Pubblicazione:giovedì 28 ottobre 2010

saveriani-indonesia-r400.jpg (Foto)

Ritiene che ora ci sia il rischio di carestie o epidemie?

Spero proprio di no. L’ondata dello tsunami non ha superato i due metri di altezza, e pur travolgendo i villaggi sulla costa non ha danneggiato i terreni coltivati. Chi abita alle Mentawai è gente abituata da tempo a sopravvivere in condizioni difficili, ai margini della foresta e dell’oceano Indiano, e confido nel fatto che ce la faranno anche questa volta.

Il governo indonesiano sta facendo il possibile per aiutare le vittime dello tsunami?

Sulla vicenda c’è stato fin da subito un grande interessamento, i giornali e le televisioni locali hanno dato la notizia con ampio risalto, e il governo per non fare brutta figura di fronte all’opinione pubblica si è subito attivato per rispondere all’emergenza. L’impegno delle autorità è stato spontaneo, pronto e vivace, senza nessuna discriminazione nei confronti delle popolazioni cristiane coinvolte dalla catastrofe. Come al solito la burocrazia è lenta, ma si sono già mossi facendo partire due navi con gli aiuti. Su un’imbarcazione c’è anche un piccolo gruppo della Caritas diocesana. Le parrocchie indonesiane si sono letteralmente mobilitate per aiutare i loro fratelli terremotati, e al loro fianco ci sono anche alcune organizzazioni cattoliche. Confido nel fatto che questo impegno riuscirà ad alleviare le sofferenze delle persone colpite dallo tsunami.

In che modo state tenendo i contatti con le isole Mentawai?

Nella zona ci sono due sacerdoti e con la popolazione locale abbiamo stabilito un legame molto forte, anche da un punto di vista psicologico, e questo fa sì che chi vive là ci tenga aggiornati sulla situazione. A tenere i contatti sono soprattutto i missionari anziani, che per anni hanno vissuto alle Mentawai e che ora si sono trasferiti a Padang. Visitiamo periodicamente tutte le isole, i cui sacerdoti però sono sufficienti per le esigenze di chi vive là. E abbiamo dato la nostra disponibilità a mobilitarci anche noi per aiutare i terremotati.

(Pietro Vernizzi)



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