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J'ACCUSE/ Sbai: c'è un pericolo islamico dall'Uk che minaccia anche l'Italia

Pubblicazione:venerdì 29 ottobre 2010

LutferRahmanR400.jpg (Foto)

Nonostante il partito sia corso ai ripari espellendo otto consiglieri e due suoi impiegati per collusione con ambienti dell’estremismo, le responsabilità restano perché si è reso complice, consapevolmente o meno, di candidare personaggi apertamente ostili ai principi democratici europei. In una monarchia costituzionale che ha adottato un sistema giurisprudenziale improntato al common law, l’assenza di una carta Costituzionale rigida sembra aver penalizzato l’Inghilterra.     

All’indomani delle dichiarazioni di Angela Merkel, sul fallimento di un certo modello multiculturalista mi ero trovata completamente in accordo con le opinioni espresse dalla cancelliera tedesca: oggi voglio ribadirlo una volta di più. In Europa, non solo in Germania, l’indifferenza si è trasfigurata in tolleranza per manifestando un’incapacità di fondo nel mettere a punto problemi e soluzioni che non fossero legate a un atteggiamento lassista: così, anziché mettere a punto un modello di reale integrazione, gli stranieri sono stati abbandonati ai ghetti delle proprie comunità di origine. E chi ha pagato il conto più salato sono state le donne.

Qualche tempo fa in Italia si è posto il problema della lista civica denominata “Milano Nuova”, presentata alla prima ora come lista islamica e poi come lista laica aperta non solo agli stranieri, ma a tutti i milanesi. Così il lupo si è travestito da agnello, cercando di utilizzare un profilo basso per raggiungere l’obiettivo di eleggere i propri candidati. Nel frattempo le organizzazioni dei musulmani moderati, vengono sempre più stigmatizzate, infangate, minacciate, intimidite per impedire che esprimano la propria opinione, il loro dissenso e la loro opposizione all’affermazione di una visione oscurantista dell’Islam.

Quello che dobbiamo chiederci è: se nessuno sostiene i coraggiosi moderati, che ritengono doverosa e non rimandabile una profonda riforma in seno alle società islamiche, dove già qualche passo si sta muovendo; se nessuno supporta le organizzazioni musulmane moderate in Europa; se nessuno, nella magistratura, interviene contro la pioggia di querele che investe da qualche anno a questa parte chiunque osi sfidare il predominio culturale di un certo estremismo, giornalisti compresi, chi potrà ritenersi al sicuro contro organizzazioni insidiose che hanno a disposizione ingentissimi finanziamenti per portare avanti il proprio progetto politico di invasione culturale e sostanziale?



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