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ELEZIONI BRASILE/ Marcos Zerbini eletto al Parlamento: la realtà si impone

Pubblicazione:lunedì 4 ottobre 2010

brasile_joseserraR400.jpg (Foto)

 

Ieri si è votato in Brasile per l’elezione del Presidente della Repubblica, per la sesta volta dopo la fine del regime dittatoriale negli anni ’80. Gli elettori chiamati alle urne erano 135,8 milioni in 5.565 città.

Fino a stamattina le previsioni erano di una elezione al primo turno, con il 51% dei voti, del candidato del Presidente uscente Lula da Silva, che lascia l’Alvorada (la residenza presidenziale) dopo due mandati consecutivi, cioè otto anni.

 

C’è da dire che “mai nella storia di questo Paese”, per ripetere una frase tanto cara a Lula, un Presidente si è impegnato personalmente così a fondo per far eleggere il proprio successore.

Ciò nonostante, la realtà si è imposta ancora una volta e Dilma Roussef, la candidata del Partito dei Lavoratori di Lula, dovrà andare al ballottaggio contro José Serra del PSDB, il Partito Socialista Democratico Brasiliano. Nella prima tornata di votazione, la Roussef ha ottenuto il 46% dei voti, Serra il 32%, mentre Marina Silva del PV, Partito Verde (una possibile terza via) ha avuto il 19%.

Rimane quindi sconfessata la convinzione di Lula di un netto successo per la propria candidata e per il proprio partito. Oltre la necessità di un secondo turno per le elezioni presidenziali, un altro insuccesso per il partito al governo è la vittoria del PSDB, attualmente all’opposizione, nelle elezioni statali in due importanti stati, come San Paolo e Minas Gerais.

 

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