BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

PERSECUZIONI/ Edwin Paul, trucidato con la famiglia per aver difeso un taxista cristiano

Pubblicazione:lunedì 4 ottobre 2010

India_FanatismoR400.jpg (Foto)

Un’altra strage di cristiani in Pakistan. Un altro episodio drammaticamente emblematico della condizione in cui vive la minoranza di tre milioni di persone in un Paese di 170 milioni di abitanti, dove il 96 per cento della popolazione è di fede musulmana. Il fatto (in Italia riportato con ampio risalto solo dal quotidiano “Avvenire”) è accaduto nella cittadina di Haripur, le vittime sono Edwin Paul, avvocato di fede cristiano-evangelica, la moglie Rudy e i cinque figli di età compresa tra 6 e 17 anni, trucidati il 28 settembre.

 

Secondo fonti concordi, a ordinare il massacro sarebbe stato un notabile locale, al centro di un giro di usura che interessa alcune aree della provincia del Punjab. Un’attività che a sua volta è una delle fonti di finanziamento del terrorismo di matrice islamica e pesa in particolare sulle minoranze della regione, sempre più indifese.

 

Ai cristiani vengono imposti interessi che moltiplicano fino a cinque volte la somma iniziale: così è accaduto a un tassista che dopo avere richiesto un prestito di 160mila rupie con l’impegno di restituirne 224mila, ha dovuto fare fronte a una richiesta divenuta di 1,12 milioni di rupie (somma che equivale a 9500 euro). L’avvocato Edwin Paul sarebbe stato eliminato perché “colpevole” di avere assistito legalmente il tassista, accompagnandolo al posto di polizia per sporgere denuncia. Pochi giorni dopo, la punizione che ha colpito lui e la sua intera famiglia.

 

Continua così, nel silenzio dei media locali, nell’indifferenza sostanziale delle autorità e nel disinteresse pressoché totale dell’Occidente, la carneficina dei cristiani in Pakistan, Paese chiave del delicato scacchiere asiatico in cui si sta ridisegnando una parte importante dei nuovi assetti mondiali. Uno dei problemi pronunciati denunciati dalla Chiesa locale è la legge sulla blasfemia, che punisce con il carcere o la pena di morte chi viene ritenuto colpevole di avere dissacrato Maometto o i testi sacri dell’islam.

 

CLICCA SUL PULSANTE >> QUI SOTTO PER PROSEGUIRE LA LETTURA DELL'ARTICOLO


  PAG. SUCC. >

COMMENTI
04/10/2010 - Dei cristiani non si parla perché portano bene. (claudia mazzola)

Di solito i media e i quotidiani danno sempre le brutte notizie a parte quando ammazzano o perseguitano i cristiani, nenche fossimo di un altro mondo!

 
04/10/2010 - Colpevole silenzio (alessandra de pra)

Grazie per aver riportato questa notizia che anch'io ho trovato ieri solo su Avvenire. Non riesco a spiegarmi un livello così grave di brutalità criminale, non riesco neppure a farmi un'idea di un posto dove questo possa esistere; e neanche di un coraggio tanto eroico da parte di un'intera famiglia. Eppure, la cosa che mi indigna più profondamente in tutta questa vicenda è il silenzio dei media, questo cinismo speculativo e rivoltante, l'indifferenza complice dei nostri giornalisti. Perchè, se c'è una cosa che l'Occidente può fare - ed è l'unica, è denunciare, diffondere, informare. Creare opinione pubblica, sensibilizzare.