BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

NOBEL/ Il dissidente Liu Xiaobao mi ricorda Solženicyn, ora Oslo abbia il coraggio di consegnarlo

cartello_xiaobo_R400.jpg (Foto)

 

Liu Xiaobo è in prigione, con sulle spalle una condanna di 11 anni. Se tutto va bene uscirà nel 2020. Xiaobo era un giovane di "Tien Ammen" nel 1989, quelli che sfidarono i carri armati mandati dal revisionista Deng Xiaoping (il Kruscev cinese) nella grande piazza dove campeggia il ritratto di Mao Tze Tung. Xiaobo è ritenuto un "pericolo pubblico numero uno", un sobillatore e sabotatore che incita al sovvertimento sociale e politico. Quindi, per un regime comunista, più pericoloso di un assassino.

 

Del resto, la Cina, in questo campo, è meno ipocrita della vecchia Unione Sovietica. Solo il nostro Pci dell'epoca poteva tollerare e tacere la "diagnosi" fatta dagli psichiatri dell'Urss sul generale Grigorenko spedito a vita in lager psichiatrico perché: "Affetto da sindrome ossessiva di riforme sociale".

 

La Cina è più diretta e mette in galera, duramente, gli oppositori al regime. Quindi nessun stupore. Al contrario va valorizzata la lotta indomita di Liu Xiaobo. sperando che non ci siano "distinzioni" come quando venne assegnato il premio Nobel a Solženicyn.

 

C'è tuttavia da aggiungere una piccola considerazione. L'Accademia di Oslo ha mostrato questa volta coraggio e non sembra aver scelto secondo iconsueti criteri geopolitici.

 

Ma potrebbe questa Accademia, quando motiva le ragioni di un premio, spiegare in quale contesto avviene? Possibile che non possa aggiungere che il premio a Liu Xiaobo non potrà essere consegnato personalmente, perchè il premiato sta in galera? E che la situazione della famiglia di Xiaobo, con questo premio, rischia di precipitare ulteriormente? Come si comporteranno a questo punto i cinesi? Manderanno la moglie di Liu Xiaobo a ritirare il premio? E' facilmente impensabile.

 

CLICCA SUL PULSANTE >> QUI SOTTO PER PROSEGUIRE LA LETTURA DELL'ARTICOLO