BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

APPELLO/ Il giornalista musulmano Alhomayed: "Senza i cristiani il Medio Oriente non ha futuro"

Pubblicazione:

iraq-cristiani-r400.jpg

«Senza la presenza dei cristiani, il Medio Oriente non ha futuro». Ad affermarlo è Tariq Alhomayed, direttore musulmano del quotidiano panarabo «Asharq Al-Awsat». Dopo l’attacco alla chiesa di Bagdad, Alhomayed ha firmato un editoriale dal titolo «Proteggete i cristiani in Iraq», in cui si sottolinea il ruolo essenziale della minoranza religiosa nel Paese a maggioranza islamica. Pubblicato da una società editoriale di proprietà saudita, ma con sede a Londra, «Asharq Al-Awsat» esce in lingua araba in Marocco, Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi, Iraq, Libano, Gran Bretagna, Germania e Stati Uniti. Ilsussidiario.net ha intervistato Alhomayed per approfondire le ragioni della sua presa di posizione.

 

Lei ha affermato che difendere i cristiani in Iraq significa «proteggere la virtù della coesistenza». Che cosa intende dire?

 

La protezione dei cristiani in Iraq è parte della difesa di tutti i gruppi etnici e di tutte le razze presenti nel Paese. Inoltre, coincide con la salvaguardia dell’Iraq stesso dalla divisione e dalle guerre civili. L’Iraq è un Paese dove si sono sviluppate alcune delle civiltà antiche, e queste civiltà sono il prodotto della diversità che è una garanzia, in quanto mette un freno all’estremismo.

 

Qual è il valore aggiunto dei cristiani in Medio Oriente e che cosa rende la loro presenza necessaria?

 

In primo luogo i cristiani fanno parte della storia del Medio Oriente. Inoltre di recente in Paesi come Egitto, Libano, Iraq, Palestina e Siria hanno contribuito ai movimenti di liberazione e di formazione nazionale. E quindi sono una componente fondamentale di questi Paesi. Infliggere loro anche il più lieve danno significherebbe causare tensioni e disordini, e destabilizzare la situazione. La cosa più pericolosa di tutte è che questo innescherebbe guerre religiose in una regione che soffre già per l’estremismo religioso, che mina il concetto di cittadinanza. E questo nel prossimo futuro sarà sempre di più una minaccia per tutti i Paesi del Medio Oriente. 

 

Che cosa intendeva dire quando ha scritto che escludere le minoranze dal Medio Oriente «aprirà le porte dell’inferno»?



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
12/11/2010 - ismi ed altri estremismi (Antonio Servadio)

L'articolo è molto bello, lucido e onesto il pensiero dell'intervistato. Il punto è: quanti sono gli arabi influenti (politici, religiosi, finanzieri) che hanno simili opinioni e cosa fanno per diffonderle ? Quale l'impatto ? Poi non ho capito il commento del lettore precedente. Vorrei ricordare che in Italia non siamo tutti univoci e compatti nei nostri orientamenti di pensiero, in materia di fede, di politica, di finanza. Analogamente Israele non è un blocco granitico. All'interno di ogni aggregato sociale vi sono variegazioni. Limitiamo le espressioni del genere "Israele", a favore di espressioni tipo "l'attuale politica del governo di Israele"...

 
10/11/2010 - i veri nemici dei cattolici in oriente (alberto cremona)

I vescovi del sinodo orientale dicono che non c'è nessun popolo eletto e che israele deve smettere di usare la Bibbia per rivendicazioni territoriali e subito dopo 50 morti cattolici in Chiesa a Baghdad e Al Quaeda(una invenzione del mossad))che dice che tutti i cattolici sono obbiettivi legittimi.....non sono i musulmani i veri nemici dei cattolici in oriente ma gli attuali governanti di israele!