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APPELLO/ Il giornalista musulmano Alhomayed: "Senza i cristiani il Medio Oriente non ha futuro"

iraq-cristiani-r400.jpg (Foto)

L’esclusione dei cristiani in Libano significherà la guerra civile. E lo stesso vale per l’Egitto e per l’Iraq, due Paesi dove i cristiani sono parte dell’identità nazionale. Per fare un semplice esempio basta guardare a quanto sta accadendo in Libano di recente. Nel Paese dei cedri è stata avanzata una proposta che vede sunniti, sciiti e drusi in un’unica alleanza che esclude solo i cristiani, con il pretesto che questi ultimi sarebbero leali soprattutto all’Occidente. Ciò che è pericoloso in questo discorso è che non ci sono garanzie che un domani non si arrivi a dire che si dovrebbe formare un’alleanza contro gli sciiti, perché questi ultimi sarebbero leali soprattutto all’Iran. Nessuno conosce dove andremo a finire di questo passo, ma è certo che la base politica in Medio Oriente diventerà sempre più l’estremismo.

 

Quindi lei ritiene che i musulmani si debbano fidare dei cristiani che vivono nei Paesi arabi?

 

Di sicuro, in Medio Oriente la coesistenza tra musulmani e cristiani affonda le radici nel passato ed è proseguita nei tempi moderni. I cristiani hanno partecipato ai movimenti di liberazione e formazione delle nazioni arabe. Per esempio, in Libano e in Palestina i cristiani sono stati tra i pionieri della resistenza nazionale. Purtroppo oggi la resistenza in questi Paesi è concepita come un fenomeno puramente islamico. Ciò che è pericoloso in questa interpretazione dei fatti è che ritrae ogni crisi o guerra in Medio Oriente come se fosse uno scontro religioso, e per i Paesi della regione questo comporterà una serie di conflitti senza fine.

 

I cristiani possono aspirare ad avere un ruolo pubblico anche in Paesi come Pakistan e Afghanistan? 


COMMENTI
12/11/2010 - ismi ed altri estremismi (Antonio Servadio)

L'articolo è molto bello, lucido e onesto il pensiero dell'intervistato. Il punto è: quanti sono gli arabi influenti (politici, religiosi, finanzieri) che hanno simili opinioni e cosa fanno per diffonderle ? Quale l'impatto ? Poi non ho capito il commento del lettore precedente. Vorrei ricordare che in Italia non siamo tutti univoci e compatti nei nostri orientamenti di pensiero, in materia di fede, di politica, di finanza. Analogamente Israele non è un blocco granitico. All'interno di ogni aggregato sociale vi sono variegazioni. Limitiamo le espressioni del genere "Israele", a favore di espressioni tipo "l'attuale politica del governo di Israele"...

 
10/11/2010 - i veri nemici dei cattolici in oriente (alberto cremona)

I vescovi del sinodo orientale dicono che non c'è nessun popolo eletto e che israele deve smettere di usare la Bibbia per rivendicazioni territoriali e subito dopo 50 morti cattolici in Chiesa a Baghdad e Al Quaeda(una invenzione del mossad))che dice che tutti i cattolici sono obbiettivi legittimi.....non sono i musulmani i veri nemici dei cattolici in oriente ma gli attuali governanti di israele!