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APPELLO/ Il giornalista musulmano Alhomayed: "Senza i cristiani il Medio Oriente non ha futuro"

Pubblicazione:mercoledì 10 novembre 2010

iraq-cristiani-r400.jpg (Foto)

Nel momento in cui i cristiani sono cittadini di questi Paesi, hanno il diritto di essere parte della patria e partecipare al suo sviluppo e alla sua costruzione. Se i cristiani sono stati importanti per l’arte, l’economia, l’architettura, la letteratura e la politica di Egitto, Libano e Iraq, non si capisce perché non potrebbero fare altrettanto in qualsiasi altro Paese a maggioranza islamica.

 

Lei ha accusato il premier irakeno Al-Maliki di non essersi impegnato per difendere i cristiani. E’ stata indifferenza o c’era un progetto politico?

 

I cristiani irakeni non sono mai entrati nel conflitto armato; non hanno mai formato milizie né si sono mai appellati a qualche Stato straniero. Sfortunatamente, questo è il motivo della loro attuale debolezza. Ed è anche la ragione per cui gli osservatori della situazione in Iraq simpatizzano per loro e chiedono che siano protetti. E’ così tragico che i cristiani irakeni siano riusciti a vivere in pace durante la dittatura di Saddam Hussein, ma non possano fare altrettanto oggi, in uno Stato irakeno che si presume sia democratico. Il governo irakeno ha avuto posizioni contrarie ai cristiani nell’affrontare problemi di rilevanza costituzionale come le leggi sulle minoranze. L’esecutivo di Bagdad inoltre, attraverso le forze dell’ordine, non ha garantito sufficiente protezione ai cristiani nonostante siano continuamente esposti al rischio di torture. Le minacce contro di loro non si sono mai interrotte, fin dal rovesciamento del regime autocratico di Saddam Hussein.

 

Quale può essere la base della coesistenza in Paesi dal passato difficile come l’Iraq?


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COMMENTI
12/11/2010 - ismi ed altri estremismi (Antonio Servadio)

L'articolo è molto bello, lucido e onesto il pensiero dell'intervistato. Il punto è: quanti sono gli arabi influenti (politici, religiosi, finanzieri) che hanno simili opinioni e cosa fanno per diffonderle ? Quale l'impatto ? Poi non ho capito il commento del lettore precedente. Vorrei ricordare che in Italia non siamo tutti univoci e compatti nei nostri orientamenti di pensiero, in materia di fede, di politica, di finanza. Analogamente Israele non è un blocco granitico. All'interno di ogni aggregato sociale vi sono variegazioni. Limitiamo le espressioni del genere "Israele", a favore di espressioni tipo "l'attuale politica del governo di Israele"...

 
10/11/2010 - i veri nemici dei cattolici in oriente (alberto cremona)

I vescovi del sinodo orientale dicono che non c'è nessun popolo eletto e che israele deve smettere di usare la Bibbia per rivendicazioni territoriali e subito dopo 50 morti cattolici in Chiesa a Baghdad e Al Quaeda(una invenzione del mossad))che dice che tutti i cattolici sono obbiettivi legittimi.....non sono i musulmani i veri nemici dei cattolici in oriente ma gli attuali governanti di israele!