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IRAQ/ Warduni: la fede eroica dei cristiani iracheni è la sola "arma" che vince la violenza

Pubblicazione:giovedì 11 novembre 2010

Foto: Ansa Foto: Ansa

E’ proprio questo a farmi dire che tutto il mondo è responsabile degli attentati in Iraq. Da dove vengono i terroristi, dove sono addestrati, dove si esercitano ad ammazzare la gente? Io non so perché stia avvenendo questa nuova ondata di attacchi, ma avviene. Ed è un fatto che i terroristi siano così numerosi da potersi permettere di attaccare i cristiani casa per casa. Perciò tutti devono darsi da fare perché i terroristi la smettano di prenderci di mira.
 

La polizia irakena fa il possibile per proteggervi?

 

Lei che idea si è fatto? Come risponderebbe a questa domanda? Le ha lette le notizie su quanto sta accadendo in Iraq, sul terrorismo sempre più intenso, sugli attentati. Non è in grado dunque di giudicare lei stesso se le forze dell’ordine ci stanno proteggendo? E’ chiaro dunque che l’organismo della polizia in Iraq non va tanto bene.


Che cosa può fare l’Occidente per aiutare i cristiani in Iraq?

 

Prima di tutto non fabbricare né vendere le armi. Inoltre aiutarci a seminare la pace e la sicurezza nel nostro Paese e facendo sì che gli irakeni trovino qui, senza dovere emigrare. Infine, pregare per la pace in Iraq.
 

Anche lo Stato italiano può giocare un ruolo internazionale in questo processo?
 

Può farlo ed è quello che ci aspettiamo da voi.
 

Come valuta le parole del primo ministro, Nuri Al-Maliki, che ha chiesto ai cristiani di non lasciare l’Iraq?


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COMMENTI
12/11/2010 - Parole sante di chi ha scelto il martirio. (Carlo Martinelli)

A questo punto i Cristiani dell'Irak devono sapere che se restano, moriranno tutti, perchè nessuno verrà loro in soccorso. A meno che succeda un miracolo o qualcosa di molto simile. Al Quaeda vuole sterminarli. Non so come si è potuto giungere a tanto - e dopo tanto tempo - senza pensare di organizzare delle milizie di autodifesa. O i Cristiani impareranno a difendersi da soli o saranno massacrati. Ormai in Irak è troppo tardi anche per iniziare una legittima difesa. Sarebbe dovuta iniziare molto tempo fa. Tutti i Cristiani dell'Irak se resteranno lì, finiranno macellati e non servirà nemmeno un appello del Papa al mondo. Anzi farà diventare al Quaeda più determinata a perpetrare la strage, a questo punto. Nessuno è più disposto a fare il Crociato. I Cristiani devono diventare i Crociati di sè stessi. In Irak, purtroppo, siamo alla soluzione finale del problema cristiano.

 
11/11/2010 - cristiani in iraq (marco nocetti)

Oltre alla pena per i terribli pericoli che i suoi fedeli devono affrontare tutti i giorni credo che per Mons. Warduni, che non può non essere un amante della verità, sia fonte di grande sofferenza anche la frustrazione per non poter dire che il solo motivo di quanto sta succedendo è che l'islamismo vuole, semplicemente, eliminare i cristiani, intanto del Medio Oriente e domani dal resto della faccia della terra. Tutto il resto è accessorio.

 
11/11/2010 - cui prodest (alberto cremona)

Seneca:"..cui prodest ipse scelus fecit!" Vedi caso:il sinodo orientale dice che non c'è nessun popolo eletto e che israele deve smettere di usare la Bibbia per rivendicazioni territoriali e subito stragi,morti e Al quaeda che proclama:"ogni cattolico è un obbiettivo legittimo"Ma se al Qaeda fosse,come molti credono, un'invenzione del mossad e della cia?Allora chi c'è veramente dietro queste stragi?Forse il vero nemico dei cristiani in oriente non sono i musulmani ma l'attuale governo di israele.