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Esteri

IL FATTO/ India, dove i cristiani riescono a convivere con indù e musulmani

La testimonianza dei cristiani sta trasformando la società dell'India. Ne parla ELISABETTA VALGIUSTI, presidente di Salvaimonasteri, che ha girato un documentario sul campo

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La loro testimonianza sta trasformando la multiforme e complessa società indiana. I cristiani nel Paese di Madre Teresa di Calcutta sono in tutto 27 milioni, il 2,34% di una popolazione composta da 1 miliardo e 157 milioni di persone. Ma l’intensità con cui vivono la fede rappresenta una sfida per induisti e musulmani, giocando un ruolo determinante nella modernizzazione del Paese. Due i campi in cui il contributo dei cristiani indiani è sotto gli occhi di tutti: l’educazione, con scuole private aperte anche a islamici e indù, e l’impegno sociale per i dalit, gli intoccabili definiti anche paria o «fuoricasta». Elisabetta Valgiusti, con l’associazione Salvaimonasteri che presiede, ha realizzato un documentario di un’ora sui cristiani dell’India in collaborazione con la tv statunitense EWTN, che lo manderà in onda nei prossimi giorni in lingua inglese. Ilsussidiario.net ha intervistato in anteprima l’autrice del documentario.

I cristiani indiani si trovano tra due fuochi, la maggioranza induista e i musulmani. Come vivono questa difficile situazione?

Il conflitto in India avviene a volte tra induisti e musulmani. E i cristiani si trovano a subire i riflessi di questi contrasti. Il modo con cui stanno rispondendo è attraverso un’opera molto incisiva sulla società indiana, che ha trovato la sua sintesi perfetta in Madre Teresa di Calcutta. Un esempio in grande stile di quello che tutti i cristiani indiani stanno compiendo negli ultimi anni.

In che modo?

I numeri parlano chiaro. Tra le scuole e le università cattoliche in India si contano alcune migliaia di istituti tecnici e Politecnici, con percorsi dalle elementari ai college. Cui si aggiungono ospedali e scuole mediche, ostelli, orfanotrofi, dispensari, lebbrosari, centri riabilitativi, ospizi, strutture per disabili. E l’attenzione della Chiesa cattolica per gli ultimi fa sì che quasi il 60% dei fedeli indiani siano dalit, fuori casta, da cui provengono anche alcuni arcivescovi. Tra gli altri quello di Madras, Malayappan Chinnappa, che ho intervistato pochi giorni dopo il suo arresto per avere partecipato a una manifestazione per i diritti degli intoccabili.

Quali ordini o movimenti gestiscono le scuole cattoliche in India?