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PAKISTAN/ Cristiani, islamici e ong insieme per salvare Asia Bibi. La legge sulla blasfemia l’ha condannata a morte

Pubblicazione:lunedì 15 novembre 2010

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Shahbaz Batthi, cattolico e ministro federale per le Minoranze, ha confermato ad Asia News, che la legge è stata usata impropriamente: «La legge sulla blasfemia è spesso utilizzata come uno strumento per risolvere questioni personali; l’85% dei casi sono falsi. Molti innocenti sono stati vittima di casi di blasfemia. I tribunali emettono verdetti, ma poi i crimini non vengono provati dalle alte corti». Il ministro, in ogni caso, ha fatto presente che esiste «la possibilità di appellarsi all’Alta corte e alla Corte suprema. Vi è perciò la possibilità che venga assolta. Personalmente ho scritto una lettera all’Ispettore generale della polizia, domandando sicurezza per Asia Bibi». Intanto, Rizwan Paul, attivista dell’ong Life for All, dal canto suo precisa: «Non ricordo una sola condanna a morte per blasfemia che sia stata eseguita. Quasi sempre queste sentenze vengono cancellate in appello dalle corti più alte. Asia Bibi ha diritto ad appellarsi contro la condanna a morte». Nel frattempo, l’associazione ha lanciato una campagna nazionale per salvare Asia Bibi che ha già raccolto 76 mila firme mentre l’ong, Peace Pakistan, ne più di 51 mila.



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