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USA/ Condannato a morte 35 anni fa, si spegne aspettando l’esecuzione

Era stato condannato a morte 35 anni fa, ma è spirato nella sua cella per cause naturali

Carcere_Luce_SbarreR375.jpg (Foto)

Era stato condannato a morte 35 anni fa, ma è spirato nella sua cella per cause naturali. Ronald Chambers, 55 anni, era accusato di avere ucciso un uomo dopo averlo rapinato.

 

Come riportato dal Dallas Observer, nel 2007 la Corte suprema degli Stati Uniti ha garantito nuovamente a Chambers una sospensione dell’esecuzione, ponendo delle domande sulle istruzioni che erano state fornite alla giuria. Il caso è stato rimandato al tribunale del Texas e un quarto processo era previsto per la primavera del 2011, secondo i rapporti pubblicati. Mentre numerosi articoli definivano Chambers il «decano del braccio della morte», a causa delle diverse manovre legali grazie a cui la sua condanna a morte non è stata eseguita durante tutto il tempo per cui è rimasto dietro le sbarre, incluso il giorno della sua morte.

 

Anche se quello di Chambers non è il record assoluto. Excell White infatti, che ha ucciso tre persone nel 1974 e non è stato giustiziato fino al 1999, ha trascorso nel braccio della morte più tempo di qualsiasi altro condannato texano – 8.854 giorni –prima di essere effettivamente ucciso. Non è stato però questo il destino di Chambers, che è stato trovato morto lunedì sul pavimento della sua cella. Le guardie carcerarie hanno trovato Chambers, 55 anni, attorno alle 6:30 del mattino durante le loro ispezioni e si sono resi conto che non rispondeva più. A rivelarlo è stata la portavoce dello sceriffo della contea di Dallas, Kim Leach.

 

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