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Esteri

AFGHANISTAN/ Said Musa, cristiano afgano, sarà processato il 21 novembre per la sua fede

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Nel messaggio diceva di essere stato “maltrattato fisicamente e verbalmente” dagli agenti e dagli altri detenuti nella prigione di Ouliat. Inoltre parlava della mancanza di giustizia nei suoi confronti, e di come i suoi accusatori oltre a inviare al giudice un rapporto falso su di lui avevano cercato di estorcergli del denaro.

I cristiani locali, e gli osservatori dei diritti umani e religiosi temono che Musa possa essere utilizzato come un esempio: dimostrare che non sono gli accordi internazionali in vigore in Afghanistan, ma la Sha’ria. Il Papa intanto, nel corso dell’udienza del mercoledì, ha lanciato un appello per la liberazione di Asia Bibi, cristiana pakistana condannata a morte per “blasfemia”.

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