BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

L'INTERVISTA/ Tauran: ho visto rinascere il dialogo tra cristiani e musulmani

Pubblicazione:giovedì 18 novembre 2010

Jean-Luis Tauran (Imagoeconomica) Jean-Luis Tauran (Imagoeconomica)


I cristiani in Iran sono stati piantati da Dio in quella terra e là devono fiorire. Sono una minoranza, ma una minoranza che conta. Vivere in uno stato di minoranza per un cristiano è sempre un appello alla coerenza, in un certo senso è una grazia.

Da parte di alcune delle personalità iraniane da lei incontrate, ha trovato delle aperture significative?

L’Iran ha una lunga e prestigiosa tradizione intellettuale, penso in particolare alla filosofia. Ho incontrato la volontà dei miei interlocutori di dare vita a una cooperazione a livello accademico: scambi di professori per esempio.

In un momento difficile per i cristiani del Medio Oriente, che cosa possono fare gli esponenti sciiti da lei incontrati per migliorare la situazione?

A questo proposito ricorderò la presenza di un rappresentante sciita, proveniente proprio dall’Iran, al recente Sinodo per il Medio Oriente. Lui, come le altre personalità che ho incontrato, hanno condannato i barbari atti che ovviamente nessuna religione e nessun capo religioso possono giustificare.

Qual è l’impegno del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso per proteggere i cristiani in Iraq?

 


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
18/11/2010 - Ma l’Iran è ancora una teocrazia? (Giuseppe Crippa)

Queste dichiarazioni del card. Touran sono davvero una buona notizia perché è noto a tutti quanto sia ferreo il controllo sociale del regime su ogni forma eterodossa di espressione sia religiosa che sociale. Che sia aperto un dialogo tra la Chiesa Cattolica ed il Clero sciita iraniano è davvero bello quanto inaspettato. Resta da capire quanto la teocrazia iraniana sia ancora effettivamente tale, cioè ancora in grado di condizionare i comportamenti di governo ed esercito, o se il regime politico (di fatto, a mio avviso, una forma di fascismo) sia ormai, come temo, del tutto autonomo. Ogni contributo giornalistico in questo senso, come questo, è davvero benvenuto, perché è importante conoscere bene l’Iran, che (al di là del suo regime con relative velleità atomiche) è innanzi tutto un popolo giovane erede di una grande civiltà.