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Esteri

L'INTERVISTA/ Tauran: ho visto rinascere il dialogo tra cristiani e musulmani

Jean-Luis Tauran (Imagoeconomica)Jean-Luis Tauran (Imagoeconomica)

Non manca mai di allertare l’opinione pubblica mondiale. Il Papa usa lo strumento della diplomazia. Si serve anche del PCID, e non perde occasione nei suoi discorsi per menzionare la pericolosità del procrastinare la soluzione del conflitto israelo-palestinese che, come Lei sa, definisco personalmente come “la madre di tutte le crisi”.

Qual è la posizione del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso per quanto riguarda la vicenda di Asia Bibi?

Lasciamo ai Vescovi locali la responsabilità di risolvere questi problemi con un dialogo permanente e fiducioso con le autorità civili. Per quanto ci riguarda, esortiamo gli uni e gli altri a seguire quanto è disposto dal diritto internazionale e sancito nelle diverse Convenzioni sui diritti umani.

In conclusione definirei positiva la visita, dato che c’è la volontà non solo di continuare ma di progredire e di essere sempre più concreti seguendo, in particolare, gli insegnamenti di Papa Benedetto XVI.
Vorrei ricordare anche una frase del messaggio dei Padri sinodali, che può essere come una road map: “Il ricorso alla religione deve portare ogni persona a vedere il volto di Dio nell’altro e a trattarlo secondo gli attributi di Dio e i suoi comandamenti, vale a dire secondo la bontà di Dio, la sua giustizia, la sua misericordia e il suo amore per noi”.

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
18/11/2010 - Ma l’Iran è ancora una teocrazia? (Giuseppe Crippa)

Queste dichiarazioni del card. Touran sono davvero una buona notizia perché è noto a tutti quanto sia ferreo il controllo sociale del regime su ogni forma eterodossa di espressione sia religiosa che sociale. Che sia aperto un dialogo tra la Chiesa Cattolica ed il Clero sciita iraniano è davvero bello quanto inaspettato. Resta da capire quanto la teocrazia iraniana sia ancora effettivamente tale, cioè ancora in grado di condizionare i comportamenti di governo ed esercito, o se il regime politico (di fatto, a mio avviso, una forma di fascismo) sia ormai, come temo, del tutto autonomo. Ogni contributo giornalistico in questo senso, come questo, è davvero benvenuto, perché è importante conoscere bene l’Iran, che (al di là del suo regime con relative velleità atomiche) è innanzi tutto un popolo giovane erede di una grande civiltà.