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ASIA BIBI/ Bhatti: io, condannato per blasfemia, vi spiego cosa accadrà in Pakistan

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Nessuna associazione cristiana in Pakistan è libera di organizzarsi, almeno dal punto di vista dell’uguaglianza dei diritti democratici per tutti. L’All Pakistan Minorities Alliance (APMA) del ministro Shahbaz Bhatti sopravvive in Pakistan perché segue le linee guida dell’establishment al potere. Shahbaz Bhatti non è mai stato condannato per blasfemia in Pakistan, ma le agenzie governative hanno fatto credere che abbia ricevuto delle accuse di questo tipo per promuovere la sua immagine tra i cristiani. Eppure vive ancora in Pakistan e non esiste nessun rapporto contro di lui in nessuna delle stazioni di polizia dell’intero Paese.

 


Lei invece si trova in esilio negli Usa…

 


Nel 1997, il governo del Pakistan ha presentato contro di me delle accuse di tradimento, omicidio, blasfemia e altri reati, per un totale di 21 diversi capi d’imputazione, in quattro commissariati di polizia di Karachi. E questo, guarda caso, proprio mentre stavo guidando una manifestazione di protesta contro gli attacchi della folla musulmana nel villaggio di Shanti Nagar.

 

In sintesi, che cosa chiedono i cristiani del Pakistan?

 

Uguali diritti democratici fondamentali per tutti, in modo da non essere più trattati come cittadini di serie B.

 

(Pietro Vernizzi)



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