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Esteri

COREA NORD/ Sisci (Pechino): ecco perché Pyongyang bombarda i suoi migliori "alleati"

«L’attacco della Corea del Nord contro l’isola di Yeonpyeong apre scenari apocalittici da fine del mondo». Ad affermarlo è FRANCESCO SISCI, corrispondente da Pechino de La Stampa

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«L’attacco della Corea del Nord contro l’isola di Yeonpyeong apre scenari apocalittici da fine del mondo. Come si fa a trattare con un Paese che punta i cannoni alla testa del mondo civile? Oggi bombardano con l’artiglieria pesante, domani lo faranno con i missili. E’ una situazione che si presenta come insostenibile e che presto diventerà irragionevole». Lo afferma Francesco Sisci, corrispondente dalla Cina per La Stampa, intervistato da ilussidiario.net sulla crisi coreana esplosa ieri tra Pyongyang e Seul. Da cui emerge inoltre che Pechino ritiene di avere perduto la faccia per colpa della spregiudicatezza nordcoreana, e che difficilmente perdonerà al regime di Kim Jong-il quello che considera come «l’attacco di un pazzo».


Sisci, a che cosa mira la Corea del Nord con l’offensiva di ieri?

L’incursione di ieri ha colto di sorpresa Seul e tutti gli osservatori inclusa la Cina. Ed è questo l’elemento più pericoloso dell’intera vicenda, perché sembra un attacco selvaggio di cui non si sa il motivo, né che cosa vuole ottenere in concreto. E’ come avere a che fare con un pazzo, che ti aggredisce per strada senza nessuna ragione.


Ed è questo a differenziare l’attacco di ieri da quelli avvenuti in precedenza?

Tutti gli altri attacchi nordcoreani in passato avevano almeno una qualche scusante, una rivendicazione, una volontà di vendetta, una qualche motivazione insomma. La pericolosità estrema di quanto accaduto ieri è che tutto sembra gratuito, e proprio per questo fa pensare a mille possibili elementi diversi. Il dato politico è che da alcune settimane il figlio di Kim Jong-il, Kim Jong-un, è stato eletto come vicepresidente della Commissione militare del Paese. Possibile che con questo attacco volesse mostrare al suo Esercito di quale tempra dura è fatto? O che i suoi generali abbiano forzato la mano al confine con Seul per mettere in difficoltà il figlio di Kim Jong-il? Sono domande senza risposta che moltiplicano la minaccia per quanto è accaduto.
 

Ritiene che da scontro locale possa diventare qualcosa di più grave?


COMMENTI
24/11/2010 - Pillola rossa o pillola blu (Diego Perna)

Credo che tutti abbiamo visto Matrix, un film che per la spettacolarità, ma di più per quanto sia, a suo modo, una metafora della vita dei nostri tempi, e non solo, mi è piaciuto molto. Devo anche dire che alzandomi la mattina e guardando il cielo ed il traffico, non ci sono particolari differenze tra due o tre anni fa, e adesso. Le differenze forse stanno tutte dentro di noi, di chi ha preso la pillola rossa, quella che fa dire a Morfeus, che ha di fronte Nio, benvenuto nella realtà. Se ci fermassimo alle borse, ai debiti pubblici, alla chiusura delle aziende, ai licenziamenti, alla politica, al colera ad Haiti e alle Coree, forse sarebbe stato meglio ingoiare la pillola blu e lasciare la nostra coscienza e tutto noi stessi in mano ad altri, ad una macchina o a qualcosa che non ci facesse mai impattare con la vita reale. Non è un film, la vita non scorre su uno schermo dove tutto accade ma resta lì, la realtà incombe e nessuno la può digitalizzare e renderla un software governabile a piacimento. Chi l’ha “inventata” la vita, l’ha pensata diversa e anche se facciamo sempre più fatica ad accettarla, noi gente del nostro tempo veloce e inarrestabile, non dovremmo più guardare le persone le cose e il mondo, come se non ci riguardassero. Forse è per questo che tutto succede, perché.… “Sotto l’azzurro fitto/ del cielo qualche uccello di mare se ne va;/ né sosta mai: perché tutte le immagini portano scritto:/ “più in là!” questo “più in là” con la pillola blu, non si vedrebbe.