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NUOVA ZELANDA/ Dispersi in mare, li trovano sani e salvi dopo i loro funerali

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«UN VERO MIRACOLO» - Ma nonostante questa situazione, i «naufraghi» non si sono lasciati prendere dallo sconforto. Il loro unico pasto, nei due mesi in cui sono andati alla deriva, è stato un gabbiano, che hanno catturato divorandone le carni crude, e alcuni pesci. Il peschereccio, in rotta verso la Nuova Zelanda, è pronto per sbarcare i tre ragazzi a Suva, la capitale delle Figi, dove saranno visitati in ospedale. «E’ assolutamente un miracolo che i ragazzi siano stati visti», ha dichiarato il primo ufficiale del peschereccio per tonni, Tai Fredricsen. «Stavano andando alla deriva in un’area dove generalmente le navi non si inoltrano mai».
 

BRUCIATI E DISIDRATATI - La storia della loro straordinaria impresa di salvataggio è emersa solo 24 ore dopo che la Nuova Zelanda ha iniziato a piangere la morte dei 29 minatori intrappolati nelle cave di carbone. I ragazzi, come scrive il Daily Mail, sono stati trovati a nord-est delle isole Fiji dopo essere andati alla deriva per circa 1.000 miglia nell’oceano dal piccolo atollo di Atafu. Molto magri, disidratati e bruciati dal sole, erano d’altra parte in condizioni di salute relativamente buone. L’equipaggio del peschereccio per tonni, il «San Nikunau», li ha nutriti e ha curato le loro scottature, e riportandoli alle isole Fiji.
 


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