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NUOVA ZELANDA/ Dispersi in mare, li trovano sani e salvi dopo i loro funerali

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PESCI E GABBIANI CRUDI - Per 50 giorni sono sopravvissuti cibandosi di pesce crudo che sono riusciti a catturare e hanno inoltre mangiato un gabbiano, sempre crudo, che si era posato sulla loro barca di alluminio. Alcuni acquazzoni hanno fornito loro un po’ d’acqua, ma nei tre giorni precedenti il loro ritrovamento erano così disperatamente privi di acqua dolce che hanno bevuto quella marina. «Non c’è cosa peggiore che potessero fare», ha dichiarato Fredricsen, in quanto il sale accelera la disidratazione. «Mi hanno chiesto se il fatto di avere mangiato un gabbiano crudo può avere causato loro dei problemi e io ho spiegato loro che è stata una buona idea, migliore di quella di cibarsi di pesce crudo che può avere aumentato la loro sete».
 

FOLLE AVVENTURA - I ragazzi erano finiti alla deriva nell’oceano dopo avere tentato di attraversare le circa 60 miglia che separano due piccole isole. Quando non sono arrivati a destinazione dopo quella che gli isolani hanno definito come una folle avventura, sono state lanciate delle ricerche massicce. Ma a renderle difficili è stata la mancanza di informazioni sulle reali intenzioni dei tre ragazzi. Si sapeva solo che avevano cercato di acquistare carburante per il loro motore fuoribordo e che, non trovandolo, avevano deciso di proseguire remando, ma si ignorava quale fosse effettivamente la loro direzione.
 

(Pietro Vernizzi)



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