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Esteri

ASIA BIBI/ Niente grazia, l’alta corte impedisce al presidente del Pakistan di pronunciarsi

Non concessa la grazia alla donna pachistana condannata a morte per blasfemia

asia_bibi_R400.jpg(Foto)

C’è il rischio che il paese cada nell’anarchia. Con questa motivazione l’alta corte di giustizia di Lahore non solo ha respinto la domanda di grazia per la donna pachistana accusata di blasfemia, ma ha anche formalmente impedito al presidente Zardani di pronunciarsi.

Il presidente della repubblica infatti ha diritto a dare la grazia anche se l’alta corte è contraria. Ma sembra che per Asia Bibi non ci sia speranza. Per lei si è mobilitato il mondo occidentale, Papa Benedetto XVI ma anche molti esponenti islamici pachistani. Nel paese però vige la legge contro la blasfemia, l’insulto rivolto al profeta Maometto. Per questo Asia Bibi lo scorso 8 novembre è stata condannata a morte, per accuse che risalgono al giugno 2009 quando dopo una discussione con alcune donne musulmane è stata denunciata per blasfemia.

Di fatto non esiste alcuna prova contro di lei. La Bibi è stata la prima donna pakistana a essere condannata a morte in base alla legge sulla blasfemia in vigore nel Paese, dove i cristiani sono meno del cinque per cento della popolazione. Adesso si attende l’appello, la data per il quale non è ancora stata fissata.