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WIKILEAKS/ “Attaccare l’Iran”: bufera sulla diplomazia mondiale

Assange, fondatore del sito Wikileaks Assange, fondatore del sito Wikileaks

Mohamed bin Zayed, il principe ereditario di Abu Dhabi, definisce il presidente dell’Iran un “Hitler” e chiede anche lui che venga attaccato. Israele avverte dal canto suo che la corsa all’atomica di Teheran porterà il mondo alla fine entro il 2011. Ci sono poi le dichiarazioni cinesi che ammettono attacchi cibernetici da parte del governo a Google e anche ai computer americani. C’è chi pensa che dietro a Wikileaks ci sia proprio la Cina. Altre notizie rivelate: le pressioni americane perché i paesi alleati prendano i prigionieri di Guantanamo, offrendo anche soldi. E poi l’Afghanistan: il presidente Karzai viene descritto come persona coinvolta nel traffico degli stupefacenti.

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COMMENTI
29/11/2010 - Calli e Wikileaks (Diego Perna)

Non sembrano cosi deflagranti i file di Wikileaks, almeno così pare a sentire i ns Ministri. Non vorrei però che fossero ordinati con il criterio di aumentare man mano l'intensità così da richiamare l'attenzione, prima di pubblicare documenti più dirompenti. Ad essere malpensanti, si potrebbe ipotizzare che si stanno facendo trattative riservate per nascondere file più pericolosi, anche se questa stessa trattativa potrebbe diventare prima o poi un file wikileaks. Staremo a vedere, ma aver saputo e visto che i militari Usa in Iraq facevano il tiro a bersaglio con i civili, non ha scandalizzato il mondo più di tanto; solo se i potenti si accorgeranno di essersi pestati i calli tra loro a tradimento, allora, noi gente comune ci dovremmo cominciare forse a preoccupare, e non solo incuriosire.