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USA/ Le vere cause della Caporetto di Obama

Barack Obama (Foto Ansa) Barack Obama (Foto Ansa)

Chi parla di grandi burattinai o di fanatici manipolati dai boss repubblicani perde di vista il senso del processo: una protesta della classe media, che ha come bersaglio il ritorno invadente del Leviatano. Lo stato, si dice, ci ha salvato dalle rovine del mercato selvaggio e adesso chi ci salva dallo stato? L’intervento massiccio del governo doveva risolvere i problemi, si è rivelato esso stesso un problema, se non il cuore dei problemi presenti e futuri. Il peso del debito soffoca la ripresa e la stagnazione non crea lavoro. Le banche si sono rafforzate grazie ai soldi dei contribuenti, ma tolgono le case a quegli stessi taxpayers in difficoltà nel pagare i mutui.

         

La crisi fiscale dello stato è la causa anche del malessere che attraversa l’Europa e colpisce più i ceti medi degli altri gruppi sociali. Apparentemente, i francesi, gli spagnoli, gli italiani che scendono in piazza, sono l’opposto degli invitati ai tè americani. Questi ultimi vogliono meno stato, i primi chiedono più stato. Eppure, i dipendenti pubblici che si oppongono ai tagli, o il rifiuto di riformare le pensioni, sono tentativi nostalgici di resistere a un mondo ormai improponibile, quello che assicura protezione dalla culla alla tomba attraverso apparati pubblici finanziati con le tasse o con i debiti. Dunque, il Leviatano è il problema anche nella vecchia Europa che non solo ha bisogno di risparmiare e ridurre le garanzie, ma deve rivedere la concezione del benessere collettivo.

         

Modi d’essere, parole d’ordine, obiettivi sono diversi sulle due sponde dell’Atlantico. Ma nell’un caso e nell’altro, la chiave del futuro appare la stessa: passare dal welfare al workfare, riportare al centro del patto sociale il lavoro e non l’assistenza. Se i tre pilastri comuni ai tea party sono la riduzione dello statalismo, la libera impresa e la responsabilità individuale, ben vengano - scrive l’Economist. Anche l’Europa avrebbe bisogno di un vento liberatorio in grado di dire ai deboli e incerti governi nazionali e al farraginoso apparato di Bruxelles: il re è nudo.

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COMMENTI
08/11/2010 - welfare & workfare (Antonio Servadio)

giusto, sacrosanto. E...non dimentichiamoci che l'Italia è meno di una pozzanghera rispetto agli USA, sia in termini di estensione territoriale, sia in termini di risorse naturali, di economia e finanza. Un'info marginale, tra le tante possibili: lo Stivale occupa circa un quinto del territorio del Texas (ma a differenza del TX, lo stivale è prevalentemente montuoso). Non parliamo poi del diverso peso della storia nei due luoghi. Il ragionamento ben poco "alto" ma molto concreto è che le velocità dei due paesi non possono essere confrontate né mai sincronizzate. In USA si può vivere benone col "workfare" perché l'intero sistema ha enorme capienza ed è molto dinamico, lo è stato fin dalle sue origini. Questo non è il caso del vecchio Stivaletto. Tra le altre cosucce -ad es.- il tasso di mortalità media infantile in USA è drasticamente più alto che nello Stivale, anzi si approssima a quello dei paesi in via di sviluppo. Infatti le sacche di miseria e povertà sono sterminate, cosa che in Italia nessuno desidera e non potremmo proprio permettercelo. Quindi avanti col workfare, certamente SI, ma stiamo alla larga dai facili entusiasmi, quelli per i quali si copia solo quel che è bello copiare, si trascura il resto e si distolgono gli occhi dagli orrori. Ai benpensanti che trattano di questi temi consiglio di vivere in USA, ma non restandosene allo specchio nei reverse ghetto dei wasp, in buona compagnia dei colleghi dell'intellighenzia europea..

 
03/11/2010 - Maggio 2010, chiedo scusa (Umberta Mesina)

Il TPI è stato costituito a maggio 2010, non 2001!

 
03/11/2010 - Qualcuno dice che anche in Europa... (Umberta Mesina)

Qualcuno dice che anche in Europa ci vorrebbero i Tea Party. In Gran Bretagna mi pare difficile che ne possa nascere uno (mi sa che ancora rosicano sul tè di allora) ma in Italia già c'è: il Tea Party Italia è stato costituito nel maggio 2001. E Berlusconi non c'entra niente.