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Esteri

WIKILEAKS ITALIA/ Biloslavo: ora i file di Assange "inguaiano" Prodi e la sinistra

Romano Prodi (Imagoeconomica)Romano Prodi (Imagoeconomica)

Potrebbero essere tutti e quattro, anche se con implicazioni diverse. Dopo una gioventù come hacker anarcoide, Assange ha iniziato questa avventura parecchi anni fa, probabilmente in buona fede e pensando alla trasparenza e alla verità, in modo anche un po’ idealistico. Poi, quando il suo sito stava per chiudere perché non aveva più finanziamenti, è successo qualcosa. Assange ha iniziato a ricevere migliaia di file riservati, e per di più parecchi soldi. Consentendo a Wikileaks di funzionare e ad Assange di nascondersi, perché nei suoi confronti c’è un mandato di cattura internazionale.

 

La versione ufficiale parla di un militare che gli avrebbe fornito i file...

 

Io non credo a questa favoletta. Qui ci sono tantissime persone che ci hanno lavorato, stiamo parlando di circa mezzo milione di documenti, e soprattutto il sito si poggia su una struttura tecnica e su un server che ormai ha una ramificazione internazionale per non farsi chiudere, comportando un costo non indifferente. Da dove arrivano questi soldi? Per Assange, dalle donazioni da 20 dollari l’una grazie a cui è arrivato a un milione di dollari. Vorrei vedere il bilancio di Wikileaks, nero su bianco, poi ne parliamo.

 

Quindi chi ha fornito questi soldi secondo lei?

 

La manina «generosa» di qualche struttura internazionale, che magari anche senza che Assange lo sappia con certezza si serve di Wikileaks. Se la Cina vuole finanziare Wikileaks non fa certo avere un assegno a nome di Hu Xintao, li fa avere in un’altra maniera. Fatto sta che l’operazione di Wikileaks non ha nulla a che fare con il giornalismo vecchio stile, siamo di fronte a una vera e propria operazione di PsyOps, cioè di guerra psicologica. Sono d’accordo con Guido Olimpio quando dice che chiunque adesso potrebbe passare dei documenti a Wikileaks e mettere nel piatto qualcosa per danneggiare un Paese avversario, o un nemico interno.

 

(Pietro Vernizzi)

 

 

© Riproduzione Riservata.

COMMENTI
30/11/2010 - rivelazioni (orazio gerosa)

calmi. Stiamo ad aspettare, poi possiamo orientarci meglio perché a prima vista mi sembrano annunci ovvero mangimi per polli. E poi mi sembra strano che questi "documenti piú o meno segreti" non siano stati criptati. .. sicuramente c'é la manina di qualche intelligence interessata a creare disorientamento e poi agire conseguentemente.

 
30/11/2010 - La fuga di notizie che raccapricciano i bersanieri (celestino ferraro)

LA FUGA DI NOTIZIE CHE RACCAPRICCIANO I BERSANIERI DEL PD La sceneggiata è soltanto al primo atto, gli interpreti sempre il solito trio: Isso, Essa e 'o malamente. Isso è Berlusconi, Essa è l'Italia, e 'o malamente? 'O malamente è Julian Assange, l'untore che diffonde la peste dell'inciucio statunitense fra i potenti della Terra: un disastro alla Pandora (Hillary Clinton). Si è fatta sfuggire dal vaso dei gossips di famiglia tutte le indiscrezioni malevoli sugli amici che trattano con la Casa Bianca. Come la calunnia, il venticello di “Internet” ha sparpagliato per il mondo la stima e la disistima con la quale il Dipartimento di Stato USA ripaga l'ipocrisia dei suoi alleati migliori: un soqquadro peggio del disastro. Gli esclusi da questo elenco d'importanti diffamati, che si ritenevano potenti a guisa di Berlusconi, stanno su tutte le furie, per loro nemmeno una pernacchia. Fini è sgomento, sta pensando di dimettersi, non sopporta l'indifferenza del Wikileaks. Una deminutio capitis che non s'addice alla terza carica dello Stato Italiano. Vorrebbe ritirarsi a Montecarlo, residenza mancata delle sue nostalgie. Come finirà? Ai posteri l’ardua sentenza. Celestino Ferraro